lunedì, agosto 30, 2010


INIZIO ATTIVITA' STAGIONE 2010-2011


Nel melanconico inizio di settembre tutte le palestre della colonia italy riaprono i battenti.

Team Centurion riparte alla grande, con numerose novità.

1) Nella sede centrale a Firenze il corso diventa tri-settimanale, con l'aggiunta del venerdì sera (sempre 20.45 come gli altri giorni)

2) a Pistoia finalmente la disponibilità della sala permette il serale, martedì e gioverdì ore 21:00.

3) all'Anchetta (Fiesole) procede il corso bimbi del lunedì pomeriggio, adulti martedì e giovedì (20:30) e sono in arrivo altre succose occasioni, di cui si darà notizia a breve.

Nota.
Ai nostri associati -come si evince sopra- viene insomma data la possibilità di allenarsi ogni giorno della settimana.

Posso già annunciare la data del seminario autunnale col nostro Federico, e cioè sabato 30 ottobre.

Il primo impegno agonistico corale sarà invece il Milanimal Jiu-Jitsu Challenge; tutti i centurioni saliranno al nord per la mega gara del 27 Novembre p.v.

I nostri istruttori sono totalmente a vs. disposizione per qualunque informazione, i riferimenti si trovano sul sito istituzionale: www-team-centurion.com. Ricordo ai lettori che la nostra associazione sportiva vi aspetta a braccia aperte nelle sue sedi per fare amicizia, rotolarsi un po' e darvi il supporto necessario per avvicinarvi al BJJ e anche alle MMA (questo solo per agonisti).

Un caloroso buon inizio di annata a tutti: era l'ora di rimettersi il kimono e sentire la pura gioia psicofisica che dà il fare un buon Jiu-Jitsu!



mercoledì, agosto 25, 2010

TRE SU TRE ossia
the DEFEAT OF THE MMA OBESE NERD


Il ritorno dalle vacanze vi è riuscito? Astinenza da legnate in ferie?

Ve lo siete visti il matchone Silva vs Sonnen per il titolo Medi UFC? Credo di si, era uno scontro atteso urbi et orbi. Se ancora non lo avete fatto, eseguite: mma-core.com

Che roba, eh?
Un supercampione spocchioso e indolente come Anderson umiliato per 4,5 rounds dal carroarmato yankee, nettamente meno talentuoso del brazil ma tanto, tanto più in palla e allenato.

Per interminabili 4 segmenti di gara un wrestler incontenibile ha messo culo per terra senza pietà il campione, arrivando a un soffio dall'impresa e dall'entrare nella storia.

Ma come volevasi dimostrare, anche il terzo di 3 match storici dell'anno è stato deciso dal Jiu-Jitsu. Oh bada là che strano..dopo Fedor e Carwin un altro wrestler annientato da una tecnica dell'arte suave..ma chi l'avrebbe mai detto, eeehhhhh?

Il poero Sonnen continua a dire che lui il BJJ non lo allena, e infatti continua a pigliare triangoli a pioggia (come con Maia). L'arte suave è così, ne buschi per un match intero ma alla fine infili una sottomissione e addio nini, it's over.

Cari videoppassionati in sovrappeso, obesacci senz'arte né parte, nerdoni da tastiera, fatevene una ragione: le MMA sono un composto sintetico di 4 diverse arti modali, e 1 dominante di queste è il Jiu-Jitsu stile brasiliano. Senza una vera e propria formazione tecnica in questo stile, con tutti i crismi (kimono compreso), si è monchi e ricorrere a surrogati o copie del soggetto è andare a deteriorare e squalificare il proprio bagaglio tecnico-tattico.

Già eravamo due su due, ma il 3 su 3 dei match dell'anno decisi senza ombra di dubbio dal BJJ dovrebbe (condizionale) mettere a tacere anche il nerd più pestifero. Tre come i lati del triangolo, tre chiodi definitivi sulla bara dialettica dei ciccioni saputelli.

O no?


mercoledì, luglio 28, 2010


BIG BEN HA DETTO STOP


Infine arrivò la fine.

Degli allenamenti, della stagione jitsuistica 2009-2010 del team.

Consuntivi ne ho già fatti e credo di non dovervi tediare oltre su ciò. Scatta la pausa estiva e i "giovani" centuriati si avviano speranzosi verso lidi vacanzieri. Kimono in naftalina, rash ripiegata nel cassetto, è tempo di vacare.

I più furbi si terranno in allenamento, i più fortunati scalderanno i tatami di Rio de Janeiro e dintorni, e i più ozieranno in spiaggia crescendo 'na panza tanta.

Anche il signor Mario è intento a preparare la valigia, si va. Non prometto il silenzio stampa (alcuni nerd obesi rimarrebbero in lacrime lo facessi, privi come sono di un pensiero che sia loro originale) ma quasi. Ho intenzione di vaporizzarmi nel blu del mare e di scordare ogni ammennicolo telematico ma, si sa, sono un grafomane, dunque si vedrà.

Siccome il Jiu Jitsu è un'arte basata sui paradossi, in tempo di partenze per quasi tutti vi lascio con una citazione su cui meditare:

"Anche se giriamo il mondo in cerca di ciò che è bello, o lo portiamo già in noi, o non lo troveremo."
(Ralph Waldo Emerson)


domenica, luglio 25, 2010


LO SPIRITO NON INVECCHIA


Non è una boutade la mia, trattasi di una verissima verità. Lo spirito non ha età, l'età è una scusa, credetemi.

Una prova ambulante di ciò è un signore coi capelli d'argento che si papparebbe tutti i " giovani" mongolini bimbominkia con le braghe calate sotto le chiappe che ci sono in giro. Infatti il signor Euclides Pereira è giovane davvero, lui, mentre i minkioni no, sono vecchi dentro.

Il Maestro domina ancora gli astanti con la sua personalità da tigre furente, non sono gli anni a diminuirne l'ardire. Dopo una vita intera dedicata al combattimento, l'uomo delle centinaia di vittorie senza sconfitte, che faceva un vero Vale-Tudo senza limiti al MESE, che sconfisse Carlson Gracie sta lì, in mezzo al tatami, a ricordarci cosa siano passione, coerenza e amore per l'eccellenza personale.

Vi tramando un emozionante video su di lui e cito le sue parole:
"Non si compra il coraggio in farmacia, ce lo devi avere prima di salire su un ring o finirai molto imbarazzato là".

[nota: noi del Jiu Jitsu in genere amiamo la tecnica e la virtù, indipendentemente dalle etichette; ecco perché ricordiamo una nostra famosa sconfitta dando il nome del vincitore all'azione clou ed ecco perché celebro Euclides, l' ammazza-Gracie]

giovedì, luglio 22, 2010


SEGRETE E INEFFABILI ARTI MARZIALI
DI ANTICO LIGNAGGIO E VOCAZIONE


Oggi vi passo un video che narra la storia di un 'arte marziale supertradizionale. Pensate, esiste dall'alba dei tempi e le sue virtù son state cantate dagli aedi sin dall'epoca di Omero.

Ballate e poemi ci narrano storie di coraggio e possenza fisica che questa arte segreta infonde ai suoi adepti, di maestri onesti in grado di trasformare i bimbi in guerrieri d'acciaio. Una scuola di vita e di valori, che permette ad alcuni -partiti sfortunati- di ribaltare il pronostico sociale sfavorevole e di emergere gloriosi tra i grassi borghesi.

In questo video vedrete metodiche occulte per la trasformazione dei tendini, il pugno di ferro, pratiche per la "forza interiore" e altre prelibatezze tradizionali.

Attenzione: le tecniche mostrate sono altamente efficaci e s'invitano i lettori a non provarle senza la supervisione di un istruttore qualificato. L'energia Ki sprigionata è altissima e può nuocere agli incauti.



lunedì, luglio 19, 2010


L'ARTE MARZIALE DAVVERO TRADIZIONALE


Proseguo il discorso su cosa sia veramente tradizione, cosa sia davvero marzialità.

Vi posto a seguire un delizioso video del M° Machida Sr., ossia il padre allenatore del campionissimo Lyoto, l'ex titolare della corona dei Massimi Leggeri all'UFC, sconfitto da Rua dopo una carriera da imbattuto.

http://www.sherdog.com/videos/recent/Machidas-Father-Thinks-He-Should-Retire-2521

Con poche sapienti parole il sensei derime per sempre la questione su cosa sia questa tradizione. La pensa esattamente come me: tradizione è tramandare i valori, lo spirito del bushi (guerriero). La tecnica è cambiata e infatti suo figlio viene allenato con quanto di meglio offre il panorama di arti realistiche: Lotta, BJJ, Boxe, Muay Thai. La tautologia dei tradizionaloidi non interessa ai Machida, e Lyoto si allena solo coi migliori professionisti, indipendentemente dal 'bollino blu' settario. Senza pensare minimamente di affidarsi a schemi precostituiti e a kata, Lyoto infatti pratica "Karate" facendo armlock, double leg e guanti.

Il rispetto per i suoi maestri e per le origini nipponiche ha fatto mantenere una denominazione XY ma la ricerca della verità (efficacia) ha portato il clan Machida ad allenare quello che di volta in volta c'era su piazza, e il risultato è sotto gli occhi di tutti.

Profondissimo è anche il risvolto psicologico, spirituale, della carriera professionistica di fighter e delle incrinature che il luccicante mondo delle gabbie ha inevitabilmente prodotto, a detta del M° Machida e anche mia (ricordate?) sul figlio campione.

Mi piace far notare che il cuore di un padre non si perverte nella mancanza di obiettività e che il retaggio samurai scorre sempre vigoroso nella famiglia Machida. Lo scopo del combattere infatti è in primis interiore, l'applicazione esteriore che ne consegue è efficace solo se veritiera la prima, che un bugiardo/illuso il ring lo smaschera subito. Vi prego prendere nota che le MMA, le botte e le brutture di questo micromondo hanno sull'altro piatto della bilancia persone esemplari come queste, vite sane fatte di affetti familiari, sport e successo non solo economico.

Picchiarsi per denaro non sminuisce minimamente un vero guerriero, e quando Lyoto si ritirerà avrà intorno un gruppo e un destino perché è legato a degli ideali, sempre se il suo cuore rimarrà puro, Machida-padre docet.



mercoledì, luglio 14, 2010


UN PROBLEMA DI COSCIENZA


Ho spesso illustrato a voi lettori i miei trascorsi nelle arti fossili, le cosiddette arti marziali "tradizionali".

Su questo blog ho intrapreso l'operazione scientifica di analisi spassionata del fenomeno marziale 'tradizionale' e ho -dati alla mano- demolito molti miti. Sono perfettamente consapevole che tutto ciò non può cambiare poi molto il circondario, con la razionalità non si risveglia una persona irrazionale. Ho però la (vana?) speranza di aver aperto un filone e di poter consegnare "chiavi in mano" a lettori sprovveduti ma sinceri una rigorosa, scientifica panoramica del suddetto fenomeno.

E' mia profonda convinzione che le arti fossili non facciano bene alla psiche del praticante, sapete come la penso, anche nei casi in cui l'insegnante sia in buona fede. Non è una questione di tecniche o di posizioni, è lo spirito fondante, il DNA di questi modi di concepire il confronto, l'insegnamento, la sottomissione dell'adepto etc. che FANNO MALE.

Sono perfettamente altresì consapevole che alcuni fossilisti di buona volontà sono giunti alle mie medesime consclusioni e che pro domo sua finiscano per imbastire alla bell'e meglio un mix di pugilato e lotta quando si tratta di fare sparring. Il vero ostacolo è la rimessa in discussione di loro stessi, hanno scuole e allievi paganti, come andare davanti a loro e buttare giù il castello di carte? Allora la mente razionale trova gli escamotages, le scuse e pur di non giocarsi la faccia continuano a insegnare i kata e i colpi mortali.

Questa tragedia è paro paro la stessa che avviene in tutti i gruppi carismatici, in tutte le sétte e religioni dogmatiche. Ovunque la struttura e la forma-pensiero che la fonda sottomettono i contestatori, il gruppo si serra e si unisce nella fede (nel guru, nel maestro invincibile, nei racconti mitologici etc etc) e l'eventuale 'risvegliatore' finisce per diventare un eretico agli occhi del gregge.

La casta pretesca che gestisce il banco è solitamente stratificata come avviene nelle ONG. Alla base i poveri illusi in buona fede, ai vertici dei laidi furbastri che se la ridono delle fantasie imbastite per gestire i primi. I preti-maestri capi sanno perfettamente cosa motiva loro ad andare avanti: $$$$$, fama, piccoli miserabili onori, cose così. Se nessuno avanza controversie is business as usual, e se poi qualcheduno si ribella basterà aizzare l'armamentario da guerra psicologica per far passare il ribelle dalle forche caudine della propaganda fides.

E' cosa radicata nell'animo umano il trovare scuse per giustificare i nostri stessi errori, lo facciamo tutti quotidianamente. Chi sa ben utilizzare il senso di colpa e altri meccanismi psicologici naturali è colui che comanda il gregge. L'archetipo del Padre e della Chiesa giganteggiano al di sotto della coscienza, e chi ne fa uso astuto usa noi poveri sciocchi per i suoi luridi scopi, E' LEGGE.

Lo studio del combattimento rituale da palestra, lo ripeto per 100milionesima volta, ha scopi molteplici. Il principale è quello di far socializzare e mettere in buona forma fisica la gente, ricordatelo, insegnando nel frattempo a combattere. Quando si ravvisa nel corso-sètta fossile una smodata attenzione alla "difesa personale", ai colpi mortali, alle tecniche segrete 'da strada' e l'uso indiscriminato di racconti a scopo convincimento ma senza l'uso del confronto, si può star certi di avere di fronte un esponente di un culto marziale ahrimanico, cioè negativo e al 99% del tutto inefficace per uso combattimento, al di là della eventuale buona fede del convinto che avrete davanti.

Ripeto: esistono attività prive di contenuto marziale che invece sono utilissime per il fighter, ad esempio lo Yoga. Allo stesso modo vivacchiano numerose arti morte, di antico lignaggio o di ultramoderna formulazione, che di contro alle roboanti pretese, sono del tutto nocive per il confronto reale. A volte non è facile accorgersene, però esistono e sono molte.

La differenza -ATTENZIONE- non sta nella denominazione commerciale, occhio! NON è che se c'è scritto caviale sopra, una scatoletta di merda di cane diventa cibo lussuoso! Il marchio non rende edibile un sasso, né tantomeno un cartello con su scritto "Grande Gnocca di Playboy" rende una vecchiarda sdentata interessante. Quindi il solo vantarsi di appartenere alle 4AM e simili NON fa rientrare il venditore nella categoria dei commercianti onesti. Sono i fatti che contano, e per appurare i fatti ci vuole tempo e pazienza.

In un pianeta del tutto oberato da maghi della guerra psicologica al soldo delle multinazionali e dei vaticani, anche il semplice scegliere un gruppo a cui iscriversi è difficoltoso, lo ammetto. Mi atterrei a un semplice schema profilattico tipo Altroconsumo:

1) evitare come la peste tutto quanto è arte fossile cioè: niente sparring con avversari non collaborativi ed esperti e niente gare a contato pieno, abbondanza di racconti mitici e di kata, colpi mortali e acrobazie circensi.
2) una volta trovato un insegnante di arti realistiche, verificare il suo curriculum e approfondire la sua conoscenza direttamente sul tatami
3) essere pronti a rimettere in discussione se stessi anche dopo molto tempo, e tacitare la mentre gregaria che ci vuol far rimanere nel gruppo se il sunnominato insegnante si dimostra una persona eticamente e/o tecnicamente non ammirevole, anche dopo molto tempo trascorso alle sue direttive
4) ricordarsi che un vero maestro desidera che gli allievi lo superino, e dunque non ha nessun problema a perdere durante il confronto amichevole in sala; se usa trucchi o anche solo forza fisica per non 'perdere la faccia' è da scansare a priori come persona

5) verificare di continuo che il gruppo proceda nella direzione dell'aumento della coscienza individuale dei singoli, e non viceversa

Questo è il punto più controverso e cruciale.

Posto che i punti dall'1 al 4 siano stati soddisfatti in pieno, c'è il rischio di finire in un gruppo realistico al 100% ma inadatto a noi. Insomma, di aver evitato il baratro ma di finire a sguazzare nel laghetto a vita...

Essere un bravo insegnante è difficilissimo, richiede una forte dedizione e un'etica del lavoro cristallina, un ininterrotto aggiornamento e una cultura di livello non basso. Necessita inoltre di avere gli indispensabili ma poco diffusi skills di trasmissione del sapere e infine della sincera devozione nello sviluppo del singolo studente. Tutte qualità rare e quasi mai disponibili negli ex-agonisti di punta, per esempio. Per essere un campione infatti si deve "mangiar i'foco" come si dice a Firenze, bisogna insomma dedicarsi con profondissimo e sacrosanto egoismo soltanto a se stessi per tanti tanti anni.

A questo punto capirete che io da subito mi dichiaro ben lontano dalla descrizione dell'insegnante ideale. Ho i miei limiti e lo scrivo di frequente, senza mai nasconderli. Una cosa però posso vantarmela: non dico bugie. Se dico sciocchezze le dico solo in buona fede, dopo TANTO studio e riflessione sopra.

Voi giudicate con la vostra di testa, non con la mia.


giovedì, luglio 08, 2010

ANCORA SU FEDOR SCONFITTO DA WERDUM


Io sono uno degli allievi di Ratinho in Italia. Il simpaticissimo e ultratecnico Maestro Octavio Couto detto il Topolino, cintura nera IV° grado di Jiu Jitsu stile brasiliano, allievo di Romero"Jacaré"Cavalcanti di Rio de Janeiro, è il riferimento tecnico internazionale di IC e io l'ho ospitato nella mia palestra e in casa mia. Dunque posso dire che non mi è esattamente estraneo.

Ciò che mi preme ribadire è che non parlo di lui per sentito dire, per i video messi sul tubo e robe del genere. Rato è uno dei migliori tecnici al mondo ed è ovviamente proprio per questo che Werdum si è rivolto con fiducia a lui.

Dunque, per spirito umanitario e al servizio della cultura sulle MMA così tragicamente assente in giro, con l'idea di illuminare folle di tragici obesi nerdacci convinti di conoscere le MMA perché guardano i link in streaming dei match all'UFC, vi posto un'intervista al M° Couto. A quelli di voi che la capiranno (è in portoghese) sarà facile riconoscere similitudini estreme con la mia analisi a caldo dopo la sconfitta del russo, sia pur solo relativamente al nocciolo della questione: la guardia di Fabricio. Riassumendo: l'uomo che ha preparato Werdum e gli ha fatto sconfiggere il miglior fighter al mondo (nota per mongoloidi tattamei: ho scritto almeno 20 articoli ribadendo questa verità, lo sanno tutti che sono un fan sfegatato del russo) è anche uno dei miei insegnanti, quando viene a Firenze dorme a casa Puccioni e -guarda caso- la pensa il sottoscritto sugli elementi salienti del match.

A quelli che invece si danno arie da conoscitori ma non capiscono le lingue obbligatorie di questo mondo sportivo, ai giobboni analfabeti della rete, ai pingui incompetenti convinti di non si sa cosa, dico solo: mettetevi l'animo in pace, idioti. Siete inutile paccottiglia a margine di un pianeta che non vi vuole se non come consumatori di videogames, cazzoni.

Un post livoroso? Può darsi, mica sono il Corriere della Sera, signori miei. Scrivo quello che mi pare, non devo nulla a nessuno e sono li-be-ro, ringraziando tutti gli Dèi del Pantheon!

mercoledì, luglio 07, 2010

CORSO SU REGOLE DI ARBITRAGGIO
COL M° MANSOR - REPORT


Un bellissimo weekend all'insegna della tecnica a Roma.

Protagonisti:
1) il M° Alvaro Mansor da Rio de Janeiro, responsabile mondiale del settore arbitraggio per la IBJJF;
2) il nostro M° Federico Tisi, DT nazionale Italian Connection, responsabile italiano per la federazione internazionale e ospite+organizzatore dell'appuntamento;
3) 40 atleti e insegnanti di BJJ assisi per due lunghi giorni sul duro parquet del centro tisiano, sito sulla via Aurelia;

tra questi io, Pippo e Tortello ben intenzionati a scoprire le pieghe del regolamento di gara della nostra arte.

Alvaro è stato fenomenale, ha dato a tutti un nuovo livello di comprensione dello spesso mal interpretato regolamento, e in due intense giornate ci ha condotti per mano a scoprire quanto anche i più esperti tra i non arbitri diplomati avessero da imparare. Con flemma e simpatia da vero carioca, il maestro ha demolito molte false impressioni, interpretazioni inaccurate e veri difetti che tutti avevamo. Nell'ottica di far salire il livello tecnico della nostra arte in Italia, questo è stato un momento imprescindibile di progresso. Ancora una volta si deve ringraziare Fede, serio professionista con la missione di portare il Jiu Jitsu italiano ai vertici mondiali per qualità.

Come ha ben detto il M° Mansor, il regolamento di BJJ è eccezionale nel promuovere un confronto sportivo inteso a preservare il valore combattivo dell'arte, ma spesso è poco conosciuto da arbitri improvvisati, frequentemente maestri o atleti esperti 'assoldati' sul luogo di gara. L'Italia si unisce alle migliori realtà planetarie nello sforzo di dare al movimento il miglior livello gestionale possibile; ultimamente a questo pro, IC ha organizzato solo gare con i massimi standard esistenti, specie a livello di arbitraggio (esclusivamente direttori di gara formati da Mansor stesso).

Il lavoro svolto è stato duro, lo confesso. La messe di informazioni abbondante, le molte ore etc. han messo a dura prova le capacità mnemoniche, ma ne è valsa la pena. Salutiamo con tanta simpatia il cordiale maestro e lo ringraziamo, in attesa di un suo prossimo ritorno tra noi.

lunedì, luglio 05, 2010


QUANDO I DINOSAURI CAMMINAVANO SULLA TERRA:
ANCHE UN TYRANNOSAURUS REX PERDE CONTRO IL
BRAZILIAN JIU JITSU



Voglio cominciare questo post con un ringraziamento.

Ringrazio infatti Blogspot che mi permette di tenere 'sto diario online gratis. Stessa gratitudine dovrebbero avere anche tutti quei nerd sfigati, quelle merdacce subumane inutili che non sapendo né colpire né lottare passano tutto il loro inutile tempo su internet, a leggere (e copiare) il lavoro altrui e a criticare senza cognizione di causa. Rimane valido il detto: "Se non ti piace, pace!", visto che non si paga...
Da pensare anche l'altra massima della saggezza popolare: "Se ti dà di cretino un cretino, ciò equivale automaticamente a una prova che stai facendo bene!".

Secondo punto: prendete nota dei miei suggerimenti e predizioni sui match di MMA, poi giocate esattamente l'opposto risultato e sarete ricchi. Non ne azzecco uno, matematicamente. Se dico A voi scommettete su B e vincerete!

Adesso facciamo una bella disamina del mega match andato in onda a Las Vegas, Nevada ieri l'altro notte, lo scontro tra i giganteschi Carwin e Lesnar per il titolo dei Massimi UFC. Prima però voglio lodare la Lega per l'incredibile livello dell'evento, carico di match strepitosi e che ha portato sul proscenio americano una vagonata di tecnica sopraffina.

Lytle, Sotiropoulos, Grove, persino l'antipaticissimo Leben han mostrato una caratura al suolo da urlo. Cahpeau a questi incredibili atleti, capaci di inventarsi un superBJJ anche quando i cavernicoli yankee bubano al primo accenno di grappling.

Ci sarebbe molto da dire sul main event, il titolo in palio tra i due mammuth di 130 kg. Le implicazioni sull'evoluzione della specie nelle MMA, i risvolti sul super-doping e sulla percezione che il pubblico ha di questi mostrilli, ma le lascerò ad altri. A me piace far notare che anche questo incontro storico e attesissimo dai fans è stato risolto da un classico golpe de Jiu Jitsu: triangolo di braccia dalla side mount. Si signori, nella terra dello sprawl'n'brawl anche questo megamatch ha visto come decisiva la fase al suolo. Nessunissimmo se lo aspettava (tantomeno Mario) però i due ultra-wrestler si sono giocati la partita laddove la loro preparazione in proporzione al resto è poco più che elementare: sul Jiu Jitsu.

Shane ha messo giù Brock con dei colpi devastanti, tutto come previsto, ma si è cotto nel giro di 20 secondi (perché????); il gigantone biondo del Minnesota ha tenuto botta ed è arrivato al II° round per miracolo. Carwin allora ansimava come una locomotiva a vapore, era senza banane al 100% e Brock lo ha portato giù senza problemi. Ecco che -come con Fedor- al suolo si evidenziano i buchi della preparazione.

La mezza guardia lasciata assurdamente aperta, il girarsi sotto la monta senza senso alcuno, l'incapacità di imbastire una semplice difesa sul kata gatame piazzato anche malino (tecnica da cintura bianca) mettono Lesnar sul podio tramite una del tutto inaspettata finalizzazione. Onore a lui, ma io resto basito. Se pensiamo che Carwin aveva all'angolo il migliore allenatore di MMA al mondo cioè il signor Greg Jackson, non mi riesce di raccapezzarmi di certe cose. Com'è possibile che un grande campione sia così impreparato sul Jiu Jitsu (lasciando perdere il fiato inesistente)? Vabbene che il pubblico americano vuole solo i cazzottoni e la rissa sanguinaria, ma dico io, è mai possibile ignorare del tutto che i principali stili delle MMA sono Q-U-A-T-T-R-O e non due soli, Boxe e Lotta, nel 2010?

Un attimo di attenzione: quando mi diletto a gingillarmi e ad analizzare no profit gli errori altrui, spero sia chiaro che si tratta solo di giornalismo amatoriale. Non vorrei che qualche mongoloide cerebroleso facesse confusione e sbagliasse questi scritti per arroganza mia personale. TUTTI gli atleti che combattono meritano il mio e il vostro rispetto, tutti, figuriamoci i campioni. Io poi li idolatro proprio. Per nessuna ragione al mondo io potrei mai valere un'unghia di Fedor, un ciglio di Carwin o un pelo del culo di Lesnar nel fare a botte. Così come non li varrebbe Greg Jackson però... Trattasi di punti di vista diversi, quello del tecnico (amatoriale come me e vero come Greg), è chiaro?

Insomma, nel giro di una settima due incontri che fanno la storia di questo sport sono stati decisi da azioni di Jiu Jitsu, questo è un fatto. Altro fatto che sta sotto gli occhi del mondo è che in entrambi i casi chi ha perso ha mostrato errori pacchiani nella fase al suolo, dico in relazione a quel match. E' mia convinzione e di moltissimi altri che ci sia stata impreparazione e sottovalutazione dell'importanza assoluta del BJJ nei 2 perdenti. Anche il titano Lesnar, messo giù dalle torpedini atomiche del nemico, ha ribaltato la prognosi basandosi sul grappling, di cui certo non è un fine esecutore.

Per noi che questo sport -il BJJ- lo amiamo e lo pratichiamo quotidianamente, sono simpatiche conferme di cose che ben sappiamo già. per gli altri, forse, una doccia fredda e un salutare momento di stop a riflettere. E sia ben chiaro ciò che ho scritto centinaia di volte su questo sito: non è sopravvalutazione del Jiu Jitsu per puro spirito di fazione la mia. Noi del BJJ sappiamo benissimo che le arti magiche sono 4, che la Lotta Olimpica detta legge nel decidere l'alternarsi delle situazioni e che probabilmente è quindi la singola arte più importante.

E' soltanto che molti del mestiere hanno scordato loro di saper contare fino a quattro, forse...

Boh, chissà, prendete queste mie elucubrazioni come sempre: pure opinioni e pertanto opinabili. I fatti invece sono fatti e giudicateli col vostro di senno: nel giro di una settimana i due match dell'anno han visto cadere dei super campioni per tecniche di Jiu Jitsu (: dato oggettivo).

A voi.

mercoledì, giugno 30, 2010


UN' ESTATE DA SPORTIVO

Alla fine è arriva questa benedetta estate. Se siete come me, amanti del caldo e del sole, l'avrete agognata più del solito dopo un inverno rigidissimo.

Insomma, la stagion bella vivaddio è qui e speriamo di godersela, impegni permettendo.

Come di abitudine in questo momento finegiugniano scrivo un post esortativo al mantenersi in allenamento. Le palestre si svuotano, i corsi di SdC terminano, inizia la lunga plaga sportiva estiva. Stare un po' fermi con le mazzate è più che consigliato, è doveroso, ma superare le due settimane è un insulto e non lo sponsorizzerei mai come comportamento. Il post insomma si riferisce al mantenere una vita attiva entro quei 15 giorni di ferie lì, non altro.

Nuotare, camminare soprattutto, ma anche un poco di piegamenti e addominali, due minuti di stretching sulla battigia o di scioglimento articolare con le Alpi sullo sfondo. Quel minimo comun denominatore che ricolleghi le vacanze alla vostra normale attività atletica, nulla di più e nulla di meno.

Godiamoci la spiaggia e se possibile anche il resto, ma non sfasciamoci del tutto, è questo il messaggio. Servirà a tamponare gli effetti estetici indesiderati delle gozzoviglie ma anche ad accorciare l'inevitabile ruggine che a settembre morderà le caviglie di vacanzieri (beati coloro che le ferie se le fanno in posti tipo Rio o in Thailandia, coniugando botte&divertissements).

Già lo so che m'infamerete... vabbè, pigroni... io vi spernacchio e vi auguro buona estate a tutti, tiè!

domenica, giugno 27, 2010


L'ULTIMO IMPERATORE SPODESTATO:
LA MIA ANALISI


Incredibile in California. Allo Strikeforce si è verificato uno dei più significativi eventi della storia delle MMA: Fedor Emelenianenko sconfitto in pochi secondi per strangolamento da Fabricio"Vai cavalo"Werdum.

Un regno durato quasi 11 anni viene interrotto dal pretendente meno quotato e famoso. Il lungagnone maestro di Jiu-Jitsu infatti era dato perdente da tutti, me compreso, senza se e senza ma.


http://www.mma-core.com/videos/__HQ_Fedor_vs_Werdum_Strikeforce?vid=10011564&tid=100

Werdum entra nella leggenda e Fedor perde l'aura di invincibilità metafisica dell'eroe nazionale russo opposto al mondo cattivo.

Analisi tattica:
c'è poco da dire, il campione si è buttato follemente dentro la guardia del jitsuka, ripetutamente. La sua fine dimostra impazienza, scarsa preparazione di gameplan e anche bischeraggine acuta, visto che ha completamente cannato l'uscita da triangolo (tecnica da cintura bianca). Fabricio è allenato dal nostro M° di BJJ, Octavio"Ratinho"Couto, un'icona internzionale della tecnica, e si è visto, eh si..

Purtroppo per i nerd da tastiera, il BJJ è indispensabilissimo nella gabbia e davvero questo match lo rende chiaro una volta per tutte, se ancora ce ne fosse bisogno. Non è possibile affrontare questo virile sport senza una preparazione specialistica di alto profilo nel Jiu Jitsu classico (col Gi), i fatti lo dimostrano: tutti i campioni stanno sul livello di cintura nera, ed eventuali sostituti 'etnici' dell'arte suave non valgono la pena.

Analisi storica:
la sconfitta non diminuisce minimamente il valore né della persona né dell'atleta, anzi ce lo rende forse più simpatico perché finalmente umano.

Quello che esce davanti agli occhi di tutti come davvero ribassata nella considerazione generale è la maniera di Fedor&c. di prepararsi alle MMA. L'ampia svalutazione data al BJJ ("non è russo come il Sambo") è stata pagata fino all'ultimo centesimo, insieme a quella mania della preparazione naif nei boschi con gli amici. Fedor rimane un mito colossale, ma dietro di lui chi c'è? Mentre nelle 'centrali' mondiali delle MMA i migliori si allenano coi migliori, i russi stanno chiusi in provincia a correre sullo sterrato. Un bacino mostruoso nelle modalità e una storia sportiva impareggiabile vengono così sprecate, e invece di dominare lo sport la Santa Madre Russia deve vivere di un solo fenomeno umano.

Se vogliono vincere e convincere, i russi devono rinunciare alle fisime e dedicarsi SUL SERIO al BJJ, creare centri multi-modali in cui far allenare insieme i più bravi delle singole 4AM e sposare la scelta dell'eccellenza davanti alla "tradizione".

Non c'è dubbio che un'eventuale rivincita potrebbe rimettere tutto come prima, ma l'analisi non cambia. Fedor è un atleta eccezionale, ineguagliabile, e come uomo un esempio; ora sta a lui dare la svolta al movimento nel suo paese, per il bene di tutti. Esce a testa alta, da signore, e di fronte a lui ha la più difficile battaglia: sconfiggere il mito di se stesso.

venerdì, giugno 25, 2010

SAN GIOVANNI SUL TATAMI:
STAGE DI JIU JITSU A FIGLINE V.NO
REPORT



Come m'è gradito, santifico la festa stando sulla materassina. Anche quest'anno la ricorrenza del patrono l'ho trascorsa facendo del buon Jiu-Jitsu, e con goduria.

Ospiti del Team Monis a Figline Valdarno(FI), i bravi centurioni sono emigrati per una serata a "portare il Verbo" dell'Arte Suave nella provincia. Grazie all'operativo M° Monini si è realizzata una piacevole intro al Jiu-Jitsu stile brasiliano, e si sono fatte incontrare due realtà molto positive dello scenario toscano degli SdC.

Come al solito ho chiacchierato forse troppo, epperò non è mancata la sana azione sul proscenio della famosa Olympian's Gym. Tre ore di storia, tecnica e lotta hanno coinvolto un po' tutti, esperti e meno, dando (si spera) una bella immagine della nostra accademia e della nostra arte marziale.

In particolare mi è parso importante far sì che i simpatici thaiboxer del team ospite uscissero da questo appuntamento divulgativo con magari poche ma chiare basi su cos'è il BJJ e soprattutto cosa NON è, in tempi come questi in cui la disinformazione e i 'fenomeni' abbondano.

La spiegazione dei fondamentali storici e tecnici si è alternata sudoriferamente a drills sulle posizioni e a cenni sulle MMA in relazione al BJJ. Alla fine lotta in amicizia.

Ringrazio Dimitri, i suoi splendidi ragazzi e son grato molto anche ai miei, intervenuti in massa per dare 'na mano e per mettere il capino fuori dalla cuccia e vedere cose nuove. Grazie della presenza anche a Tommaso della Boxe e all'eroico Riccardo"Sannita" del Sanda, giunto dalla lontanissima Campobasso!

Se son rose fioriranno..

lunedì, giugno 21, 2010


Perché usiamo i kettlebell?

di Andrea "Visione" Biasci
Vi propongo un eccezionale articolo sull'argomento, mercé la gentile concessione dell'Autore.
***

Piccola premessa visto la lunghezza dell'articolo è stato diviso in tre parti, per permettere al lettore di fare delle pause e non sobbarcarsi una lettura troppo lunga, anche se spero non noiosa.

Negli ultimi anni i kettlebell si sono fatti strada, come una mandria inferocita, nel mondo dell'allenamento.
Portati in occidente da Pavel Tastouline hanno subito raccolto un vasto gradimento nel pubblico.
Un attrezzo che occupa pochissimo spazio ma di una versatilità incredibile "la palestra in una mano". Alcuni hanno gridato al miracolo, altri sono rimasti scettici.

Ma cosa si può realmente ottenere con questo strumento? Forza, resistenza, dimagrimento, ipertrofia?
La risposta in realtà è molto semplice, tutto e niente.

Non è l'attrezzo che vi migliora ma i principi con cui usate questo strumento.

In questo articolo proveremo ad analizzare in modo meno commerciale i pregi e i difetti del kettlebell, vedremo per cosa sono nati, dove vi possono realmente aiutare e dove invece diventano una perdita di tempo.
Per fare questo però dobbiamo partire dai principi dell'allenamento, fare un passo indietro ed estraniarci un momento dallo strumento per poterlo successivamente collocare.

Un'altra premessa importante è che l'articolo non si rivolge assolutamente a chi si vuole avvicinare al Girevoy Sport, anzi. La forza dello sport russo nasce dal modello sovietico. Nei miei viaggi in Russia ho visto di persona come sono organizzate le palestre del vecchio regime. Qui weightlifing, pugilato, lotta grecoromana, girevoy sport, sono un tutt'uno. Non c'è neanche un muro a separarle. Il pugile suda con affianco il sollevatore. Gli allenatori mangiano, bevono e pisciano nello stesso posto. Questo ha permesso il passaggio di conoscenza. Se un atleta difetta d'una caratteristica che può essere allenata coi pesi o coi kettlebell viene indirizzato allenatore della disciplina interessata. Anni di pratica e di verifica sul campo hanno scremato cosa funzionava e cosa invece è stato una perdita di tempo. Quello che oggi si vende come panacea per tutti i mali, nella patria della programmazione è già stato verificato.
Ribadisco non è un articolo per gli entusiasti, se volete leggere che il kettlebell vi renderà per forza di cose migliori ci sono già un bel po' di libri che ne parlano.
Buona lettura.

PRIMA PARTE

La legge di Henneman, la curva della forza di Bosco e la curva di Hill

Senza entrare nello specifico, anche se un po' di teoria ve la dovete sorbire, partiamo dall'analisi delle nostre fibre muscolari.

Non esiste nel vostro corpo una fibra muscolare che sia uguale ad un'altra. Tuttavia si dovevano pur classificare e restringere in delle categorie. Ora non è tanto importante sapere che esistono le fibre di tipo I, IIa, IIx, IIc, è più importante capire perché vengono catalogate in un certo modo. Andiamo a vedere quali sono i criteri di classificazione delle fibre muscolari:

Fibre di tipo I: Vengono anche chiamate fibre rosse, sono quelle lente ma resistenti, sono ricche di mitocondri e di mioglobina che le da il colore rosso e le permette d'avere una riserva d'ossigeno sempre disponibile. Il loro metabolismo è aerobico (ossidativo), sono fatte per lavorare per lunghi periodi di tempo. Hanno una velocità di conduzione nervosa lenta sino 80m/s e riescono a generare poca forza. Questo però le permette di resistere alla fatica e pertanto hanno una soglia d'attivazione bassa, in poche parole si attivano sempre. Ora la cosa importante di queste fibre sono le colonie di mitocondri che le abitano. È incredibile quando si parla di dimagrimento non si fa mai riferimento a questi organuli. Il nostro corpo non può smaltire grasso se non dentro queste biofornaci. Un elevato numero di mitocondri è la base per avere un'ottima soglia aerobica ed anaerobica. Il loro diametro è molto piccolo ragione per cui "accorciandosi", passatemi il termine, riescono a generare poca forza.

Fibre di tipo IIx: fibre bianche (scarsa presenza di mioglobina), forti ma che si stancano subito. La velocità di conduzione è veloce, sino a 120m/s. Il loro metabolismo è prevalentemente anaerobico (glicolitico). Questo permette d'avere molta forza quasi immediatamente disponibile ma che si esaurisce subito. Insomma sono i centometristi del vostro corpo. Il diametro di queste fibre è il maggiore in assoluto e le rende molto ipertrofizzabili. Hanno però una soglia d'attivazione alta, quindi entreranno in gioco solo se richiamate da sforzi elevati.

Fibre IIa: sono una via di mezzo, si chiamano ossidative glicolitiche, appunto perché presentano caratteristiche sia del tipo I che del tipo IIx. L'allenamento può facilmente spostare il loro metabolismo a seconda dello stimolo. Ricordatevi queste fibre perché quando si parlerà di kettlebell andremo a lavorare principalmente su queste. La soglia di conduzione dello stimolo nervoso in queste cellule arriva a 100m/s

Ora che abbiamo visto un'infarinatura sulle fibre introduciamo una delle leggi fondamentali della forza.

La legge di Henneman

Questa legge sta alla base del risparmio energetico e della sopravvivenza. Immaginate se ogni volta che vi dovete spostare, per andare in bagno o dal capoufficio, vi fiondate al massimo della velocità. Arrivati a sera sareste morti. Quando vi muovete vi spostate sempre alla velocità più economica per il vostro organismo.

Per esempio la camminata ha una velocità ideale, superarla vi fa consumare di più ma anche rallentarla. Noi ci spostiamo sempre, cercando di risparmiare energie.

Le nostre fibre ragionano allo stesso modo. Quando si attivano partono sempre per prime quelle più deboli ma che possono sopportare più lavoro, mano a mano se il carico sale si attivano quelle più pigre ma più forti.

Quindi in successione prima partono le I, IIc (è si le IIc sono una via di mezzo tra le I e le IIa), IIa, IIx.

È il carico che determina fino con quale gruppo di fibre il corpo lavora, non è che se vi sparate 10 ripetizioni a cedimento alla decima lavorano quelle più forti. Altrimenti a fare squat a corpo libero arrivati alla centesima ripetizione avreste allenato le ultime fibre IIx. Questo è importante perché molti autori (fitness) dicono il contrario, creando confusione.

10 Kg di panca attivano le fibre I, 50 kg le IIa, 100 kg le IIx. Ovviamente sono dei numeri messi giusto per darvi un'idea.
Il carico fa da padrone, questo quando utilizziamo i kettlebell va tenuto in considerazione, non allenerete mai le vostre fibre come in uno stacco da terra o in una panca.

L'eccezione alla legge di Henneman arriva dalla velocità dell'alzata, se il reclutamento delle fibre avvenisse sempre nell'ordine stabilito non avrebbe senso che le fibre più forti sono anche le più veloci. Se vengono reclutate sempre per ultime dovrebbero essere al massimo quelle più lente.
Invece in movimenti con un certo sovraccarico e un'alta velocità le fibre più lente vengo bypassate anche perché hanno una velocità di conduzione troppo lenta.
I movimenti esplosivi vanno a richiamare immediatamente le fibre IIx perché hanno un bisogno immediato di forza.
Questo è essenziale poi nella pratica dell'allenamento. Jerk, snatch vanno fatti sempre al massimo della velocità se si vogliono reclutare le fibre più forti.
Attenzione però che non basta essere veloci, bisogna anche sollevare pesante. Vedo tanta gente che si spara velocemente snatch con 16kg. Per una persona allenata sono pesi troppo leggeri per avere una componete di richiamo sulle fibre IIx più forti. I movimenti olimpici sono esplosivi perché vengono fatti velocemente ma con 200kg, abbiamo l'unione tra velocità e forza. Con 16Kg siete solo veloci, non siete forti.

Vedremo poi nella pratica come sorvolare questo problema qua e come imparare ad essere sia forti che veloci coi kettlebell.

La curva di Bosco

Anche se sarà banale, ora che abbiamo conosciuto la legge di Henneman, possiamo catalogare su che tipo di forza si può lavorare con i kettlebell (16, 24, 32Kg). Sicuramente è impensabile pensare che i kettlebell possano sostituire il lavoro fatto con i bilancieri. Caricare 230Kg non ha prezzo, c'è poco da fare.
Vediamo assieme la famosa curva di Bosco e mettiamo un range su cui possiamo lavorare:

Ora quello che mi preme far ricordare di questo grafico sono due punti:

  1. La forza può essere divisa in neurale e metabolica (senza entrare nella parte endocrina), un conto è saper sollevare una volta 200 kg un conto invece è sollevare 64 kg nel tempo. Sicuramente la forza di qualità è quella neurale, le capacità di forza massimale, esplosiva, veloce si sviluppano qua, per intenderci si sviluppano con pesi pesanti. La forza invece di quantità è quella metabolica, la capacità di mantenere un livello di prestazione alto nel tempo. Ci sono sport in cui si ha o uno o l'altro. In altri invece le cose si complicano e per eccellere bisogna aver un buon livello in tutti e due.
  2. La velocità è opposta alla forza, al sovraccarico. A corpo libero abbiamo la maggior espressione di velocità. Contro una forza invincibile, che non riusciamo a muovere, velocità pari a zero, abbiamo la maggior espressione di forza (ci sarebbe la velocità negativa, l'eccentrica ma lasciamo stare). Questo che ho appena scritto e sembra banale invece è uno degli errori più comuni che si compiono nella preparazione atletica.

Approfondiamo il secondo punto.
Dall'equazione P = F x V si è sempre pensato che un lavoro sulla forza massimale avrebbe sempre avuto un riscontro nelle potenza. In realtà questa equazione ha senso solo se poi si vanno a paragonare tempi di tensione simili. Introduco subito questo concetto. Ogni sforzo è dato dallo scorrimento delle fibre muscolari che si accorciano, più lo sforzo è elevato e più fibre devono essere attivate.

Ora sforzi massimali e sub massimali richiedono un quantitativo enorme di fibre per essere compiuti. Il tempo d'accoppiamento però di tutte quelle fibre è molto lento siamo intorno a 0,4s. Insomma per generare una grande forza avete bisogno d'attivare tutto il vostro potenziale, per farlo avete bisogno di tempo.

Perché un giocatore di ping pong non si allena con massimali di panca? Perché chi fa lancio del giavellotto dedica molto meno tempo alla forza massimale rispetto ad un lanciatore del peso?

ESD = deficit di forza esplosiva
Azioni veloci parliamo di decimi di secondo, non permettono il massimo impiego di forza massimale.
Pensate di dovere imprimere più velocità possibile ad una clava. Più siete forti e più la muovete velocemente. Ora pensate di dover imprimere più velocità possibile ad un ramoscello. Vedrete che fare 200 Kg di stacco non vi serve più. La muoverete alla stessa velocità di quello che non ha mai sollevato un peso.

Zatsiorsky fa l'esempio di schioccare le dita in un movimento rapido. Se opponete il pollice all'indice, appena rilasciate quest'ultimo parte come un fulmine. Ma se muovete solo l'indice, lo muoverete lentamente. Nel primo caso l'opposizione del pollice vi ha permesso di reclutare tutte le fibre.

Quando Ado Gruzza parla di transfer colpisce nel segno perché parla di forza esplosiva, quello che vi rende forti non è la forza massimale, ma la capacità di imprimere forza massimale nel minor lasso di tempo, le due cose sono ben differenti e spero che si colgano, perché su questo si gioca la preparazione con sovraccarichi, almeno la parte relativa alla forza esplosiva.

Arrivati a questo punto possiamo inserire la curva di Hill

Senza troppi fronzoli quello che vi dovete ricordare è che l'allenamento deve spostare la curva a favore della velocità o meglio, dovete riuscire a generare la stessa forza in un lasso di tempo inferiore.
Chi è veloce ha sicuramente un vantaggio.

Spostare lentamente un peso stile bodybuilding allontana la curva di Hill, cioè per generare la stessa forza avete bisogno di più tempo. I fattori sono tanti, i due principali sono nervosi e propriocettivi. Mi soffermo su quest'ultimi. Tutti conosco gli organi tendinei di Golgi e i fusi muscolari. Tutti e due sono i controllori principali della tensione muscolare e della sua velocità di contrazione. Bene, movimenti veloci allenano questi propriocettori a contrarsi e a disinibirsi a favore della performance, movimenti lenti li settano su movimenti lenti. Quindi quando il gesto acquista velocità viene individuato come pericoloso dando via a tutta una serie di feedback per rallentare il movimento.

Allenamenti stile bodybuilding rende lenti non a livello della fibra muscolare ma a livello nervoso e propriocettivo. Avete un grosso potenziale ma non avete i mezzi per utilizzarlo. Nello sport l'allenamento con sovraccarichi dovrebbe essere svolto nella maggior parte dell'anno in modo veloce. Quando un preparatore parla di spostare la curva intende portare il suo atleta a generare la stessa forza in meno tempo (DFE).

Detta questa premessa possiamo già iniziare a vedere dove i nostri beneamati kettlebell ci possono aiutare. Abbiamo visto che per lavorare sulle fibre IIx e sulla forza esplosiva abbiamo bisogno di due fattori principali, carico e velocità. Sul carico i kettlebell non sono sicuramente vincenti, il fatto che abbiano un baricentro decentrato, allunghino la leva, richiedano un maggior equilibrio e stabilizzazione, li porta a non essere vincenti da questo punto di vista. Sono degli ibridi, se ricercate forza massimale usate altro. Sulla forza esplosiva possono dire la loro (sino ad un certo livello), ma l'esercizio deve essere preferibilmente balistico e fatto ad una certa velocità. Anche il carico deve essere consistente. Fare dei jerk con 16kg o anche degli snatch non svilupperà mai grande esplosività.

Il mio verdetto su questo punto di vista è che i kettlebell non siano lo strumento ideale, ne per sviluppare forza massimale, ne per sviluppare forza esplosiva. Il weightlifting da questo punto di vista è sicuramente molto più idoneo.

C'è poi da considerare che normalmente le pezzature dei kettlebell vanno di 4kg in 4kg. Arrivati ad un certo livello diventa veramente problematico creare delle progressioni ottimizzate sull'aumento del carico, la formula aumento le ripetizioni e poi le abbasso aumentando il carico funziona sino ad un certo livello.
Quello che sto dicendo, di per se una banalità, non è che non create forza massimale o forza esplosiva ma sicuramente a parità di tempo e di sforzi ottenete meno rispetto all'uso d'un bilanciere.

Ma allora perché usare i kettlebell?

Seconda parte

La legge di Fick, smaltimento del lattato, recupero dei fosfati e la resistenza alla potenza

Se la forza massimale è alla base dei vari tipi di forza e la forza esplosiva è quella che da transfer nello sport, nella maggior parte delle discipline non vince chi effettua meglio una prova singola ma chi mantiene una performance elevata per tutta la gara.

Ad un pallavolista non gli interessa riuscire a saltare 5cm in più per una volta, gli interessa riuscire per tutta la partita magari a saltare 2cm in più.
Se da un lato abbiamo la forza massimale e la potenza, dall'altro abbiamo la resistenza alla forza e alla potenza.

Un incontro dilettantistico di pugilato dura 9 min, tirare un pugno forte è utile ma tirarne tanti forte è meglio.
Introduciamo subito un concetto, se la forza massimale è alla base delle altre forze la capacità aerobica è alla base di quella anaerobica lattacida. Ovviamente se prendiamo solo gli estremi non abbiamo relazioni. Nelle discipline miste, vedi sport da combattimento, però è così.

LA LEGGE DI FICK

Il sistema aerobico è caratterizzato da una parte centrale, il cuore, la cui funzione di pompa è quella di portare il sangue ossigenato ai muscoli che lavorano, e da una parte periferica, la capacità dei muscoli d'estrarre l'ossigeno attraverso il miglioramento dei capillari, mitocondri, enzimi ossidativi, ecc dal sangue.

La capacità periferica di solito viene allenata nelle ripetute aerobiche sui 600-1000 metri, in cui si ricerca attraverso un leggero superamento della soglia anaerobica, siamo all'incirca tra 3-6 mmol/l o poco più, una risposta mitocondriale, oppure correndo per 3-5 Km alla soglia anaerobica 4mmol/l. È importante capire che grosse produzioni d'acido lattico inibiscono la produzione enzimatica mitocondriale. Tradotto con allenamenti lattacidi migliorate il cuore (di solito la sua capacità di pompa non di contenitore = ipertrofia concentrica) ma non migliorate la capacità dell'organismo di prelevare l'ossigeno dal sangue.

La capacità centrale invece viene allenata con gli sprint in salita, in cui si ricerca un brusco aumento della capacità cardiaca, aumentando la sua gittata sistolica e la frequenza cardiaca, i recuperi devono riportare il cuore a 100 BTM tra uno sprint e un altro.

L'aumento della capacità cardiaca e il miglioramento della captazione dell'ossigeno a livello muscolare rendono efficiente il nostro sistema aerobico.

Per allenare il sistema lattacido invece bisogna produrre molto acido lattico. Questo riduce la capacità del muscolo di generare forza e velocità. Quando si producono molti ioni idrogeno anche la capacità di recupero del CP è rallentato. Le sostanze tampone muscolari (creatina, carnosina, istidina), la capacità di tollerare ambienti acidi, la capacità d'allontanare velocemente ioni idrogeno portandoli nel sangue dove trovano altri tamponi (bicarbonato), diminuiscono gli effetti negativi del lattato.

Abbiamo anche qua una componente centrale data dai tamponi del sangue e dalla capacità degli organi (cuore, fegato, reni, e altri muscoli che non partecipano al lavoro) di convertire il lattato. Le componenti periferiche invece si riferiscono ai muscoli che hanno svolto il lavoro. La loro capacità di produrre energia col meccanismo anaerobico, la loro capacità di trasportare velocemente ioni H+ nel liquido extracellulare o nelle fibre muscolari ossidative vicine. La capacità della fibra stessa di smaltire il lattato e la capacità di tollerare ambienti acidi.

Nella fase di riposo il lattato viene convertito in acido piruvico (ciclo di Cori), successivamente in questa nuova forma viene degradato in energia dai mitocondri. Un terzo invece viene convertito dal fegato e un po' dai reni in glucosio, una piccola parte è espulso dal sudore e dalle urine o utilizzato per formare nuove molecole.

I SISTEMI ENERGETICI

Ora analizziamo cosa succede quando avviamo un'attività motoria. La prima cosa da chiarire è che tutti i sistemi energetici, anaerobico allattacido, lattacido e aerobico, lavorano contemporaneamente. Quindi scordatevi la definizione che nei primi secondi abbiamo l'ATP poi il CP poi il lattato ecc ecc. Anche in uno sforzo massimale una componente aerobica esiste e per contro anche quando dormite una componente anaerobica è presente. Insomma voi producete acido lattico anche ora che leggete 1mmol/l. Detto questo è importante conoscere il debito d'ossigeno e il debito anaerobico.

Il nostro corpo ha una ristretta riserva d'energia e d'ossigeno situata nei muscoli. Sulle teste della miosina abbiamo dell'ATP, nel muscolo abbiamo delle scorte di creatinfosfato, la mioglobina delle fibre muscolari contiene ossigeno a pronto utilizzo. Insomma nel frigo è rimasto mezzo panino e una bibita, cibo sufficiente per fare uno spuntino ma non se avete gente a cena.

Il vostro corpo va col sistema aerobico, 5 euro e mangiate quanto volete, il problema è che per andare a prendere il cibo al buffe dovete fare la fila, se state morendo di fame dovete chiamare il cameriere che vi porti da mangiare. Lui arriva e vi placa la fame ma a fine del pasto dovete saldare il conto.

Il nostro corpo funziona così, ha delle scorte che può utilizzare immediatamente ma alla fine le deve saldare. Anche l'acido lattico è un debito. Durante il recupero muscoli, cuore, reni, fegato lo riconvertiranno in energia o in glucosio (fegato e reni).

La cosa importante da ricordare è che i debiti vengono saldati dal sistema aerobico. Un atleta d'attività miste deve avere sia una capacità lattacida buona (resistenza ad un basso pH, tamponi, molecole di trasporto, ecc) sia una capacità aerobica buona. Migliore è il vostro sistema aerobico e meno contraete un debito d'ossigeno e prima lo estinguerete. Ricordatevi che anche il recupero del CP è a carico del sistema aerobico.

Ora come abbiamo visto l'allenamento alla performance atletica è veramente complesso e passa per mille varianti e capacità. Nella prima parte abbiamo notato che le pezzature che normalmente vengono usate per i kettlebell sono troppo leggere (16, 24, 32Kg) per avere un lavoro ottimale sulla forza massimale e su quella esplosiva. Dall'altro un allenamento su molte ripetizioni coi kettlebell allena principalmente la capacità anaerobica lattacida visto la produzione elevata d'acido lattico e in parte quella aerobica centrale. Questo ci dovrebbe dare un inquadramento ottimale di quello che si può ottenere con questo strumento e quello che invece è meglio ricercare con altri attrezzi o allenamenti.

TERZA PARTE

Quando si parla di preparazione atletica bisogna tener conto che il kettlebell ha una particolarità che lo rende unico nel suo genere e che gli da un vantaggio rispetto a tutti gli altri strumenti al mondo.

Quello che più mi stupisce è che quando si parla di kettlebell si parla sempre di tutto e di più ma mai della cosa più importante.

La risposta sta nel manico.

La presa nei bilancieri e manubri viene definita impugnatura, in quanto la mano avvolge l'attrezzo chiudendosi in un pugno. Nei kettlebell invece il manico si incastra sul polso e la presa viene definita carpea. Le dita della mano rimangono libere, non devono impugnare l'attrezzo. Il peso si scarica direttamente sulle ossa carpali. Questo permette nei jerk e negli snatch, ma anche negli altri esercizi, di non esercitare un'eccessiva pressione sui flessori della mano. In poche parole il problema presa viene arginato. Questo non vuol dire che la presa negli snatch non cederà ma semplicemente che il problema si presenterà più in ritardo. A parità di peso potrete protrarre l'esercizio per più tempo, a parità di tempo potrete utilizzare una pezzatura più pesante.

Questo è fondamentale, perché sono i movimenti balistici che vi danno la maggior forza esplosiva. Se vi allenate con un bel sacco di sabbia, una ruota da trattore, o altro ancora di solito allenate determinati tipi di forza ma non nello specifico quella esplosiva. Torniamo al problema della stabilizzazione, questi attrezzi non permettono d'esprimere grandi velocità. Tra l'altro di solito poi questi strumenti mancano di sollecitare la forza elastica (caricamento) essenziale nei movimenti esplosivi. Questo non vuol dire che se sollevate un sacco da 40 Kg non dovete essere esplosivi, anzi più lo accelerate e più facilmente viene su, se invece imprimete una forza media e costante smuoverlo diventa un calvario (parlo per intuizione e dagli spunti che mi ha dato Ironpaolo, perché non ho mai usato un sandbang). Parliamo solo d'ottimizzare le caratteristiche degli attrezzi. L'esplosività, la forza massimale, quella resistente, le potete allenare con tutto, solo che alcuni strumenti si prestano più di altri.

Coi kettlebell sia negli snatch che nei jerk potete fare movimenti esplosivi e veloci. La comodità del manico vi permette di eseguirli con sovraccarichi interessanti 24-32-40Kg per mano, 48- 64-80Kg in tutto. Questo peso se non ideale per sviluppare una forza esplosiva è invece idoneo per allenare la resistenza all'esplosività. 20 ripetizioni con 80Kg sono uno degli esercizi migliori per allenare questa capacità.

Nella resistenza all'esplosività non è tanto importante che le ripetizioni vengano eseguite rapidamente ma più che altro che ogni ripetizione sia esplosiva. Voi non dovete guardare quanto ci mettete a fare una serie ma in quella serie se il peso è stato mosso al massimo della velocità in ogni ripetizione.

Il kettlebell è mediamente leggero, due da 32Kg per un atleta allenato nella potenza sono dei pesi "confortevoli". Se vi limitate ai muoverli su poche ripetizioni potete essere lenti, non esplosivi e si sposteranno lo stesso. Ma se volete fare 60, 70, 100 ripetizioni ad ogni ripetizione dovete esserlo, altrimenti vi cuocerete in brevissimo tempo. Una ripetizione esplosiva richiede molta meno energia in quanto ha si un picco di consumo ma poi il peso si muove d'inerzia e sale da solo.

Nei movimenti balistici la contrazione è velocissima a vantaggio del recupero. Se non vi allenate su alte ripetizioni non imparerete mai questo perché semplicemente non ne avrete bisogno. Questo è un pezzo fondamentale e il segreto del kettlebell sta tutto qua. Gli atleti vivono sui picchi e sui recuperi. Lo sport è veloce reattivo. Se non imparate ad accelerare siete morti, 1 perché non esprimete abbastanza forza 2 perché vi cuocete subito.

Nel jerk avete una fase di caricamento da qui il peso salta in alto, appena lo spingete su state già riposando.

Idem nello snatch dove una volta che si trova in mezzo alle vostre gambe e inverte la rotta dovete imprimere velocemente forza. Vi accorgerete che anche se poi vi rilassate il kettlebell sale su da solo.

Se non avete la sensazione che lo strumento si sta muovendo da solo contro la gravità vuol dire che ancora non siete in grado d'imprimerli velocità in modo sufficiente.

Con serie con molte ripetizioni in questi due esercizi imparate proprio il passaggio da essere rilassati a contrarre velocemente i vostri muscoli per tornare rilassati.

Un'altra comodità del manico è che permette all'atleta di sviluppare la capacità di recupero attivo. Mantenendo il peso staccato da terra durante la serie l'atleta impara a riposarsi o in overhead o in rack position con mediamente 64kg addosso. È un po' l'equivalente della corsetta di recupero dopo lo scatto con la differenza che qui lavorate in parte in vasocostrizione. Se fate un circuito e tra un esercizio e l'altro vi fermate per riposare avete un recupero passivo. Il vostro corpo smette di lavorare e si concentra solo sul recupero. In quello attivo invece dovete recuperare mentre state eseguendo ancora uno sforzo. Un pugile in debito non può chiedere al suo avversario un break. È obbligato a recuperare mentre l'avversario lo incalza. Coi kettlebell avviene la stessa cosa, voi andate in deficit e mentre fate fatica insegnate al corpo a rilassarsi e a rigenerarsi.

È questo secondo me il segreto del kettlebell che lo rende unico nel suo genere. Il baricentro decentrato, la leva lunga, il lavoro sugli stabilizzatori e su più piani, sono sicuramente una parte importante che va ad aggiungersi a questa caratteristica ma per me non sono la parte centrale.

Allenamenti sulla forza resistente, sulla stabilizzazione e l'equilibrio possono essere benissimo svolti con molti altri attrezzi.

Il kettlebell però riesce legare a questo anche la componente esplosiva (ricordo, di resistenza quella vera esplosiva la da il weightlifting) e il recupero attivo, rendendo lo strumento unico nel suo genere.

Ovviamente però come tutte le cose che funzionano richiede tempo. Gradualità del carico per evitare di farsi male, ore ed ore passate ad imparare la tecnica. Insomma i veri benefici dello strumento si colgono quando si raggiunge un livello minimo.

Un bravo allenatore deve avere uno sguardo a lungo termine, capire nell'immediato cosa serve al suo atleta e lavorare nel tempo invece per quello che solo successivamente darà i suoi frutti.

Sollevare 60 kg di stacco da terra darà pochissimi benefici, utilizzare 16 Kg coi kettlebell deve essere un punto di partenza non d'arrivo.

Il programma magico

Ora arriva il momento che tutti agognano la scheda. Perché è bello parlare delle fibre muscolari, ATP, componente aerobica ed anaerobica ma alla fine il popolo vuole il pane, ah no, la scheda! Alla fine letto cinque minuti di teoria vogliamo sapere come metterla in pratica.

Bene io odio questa parte perché in realtà è l'eredità del bodybuilding e delle schede da palestra. Se vi dicessi che ognuno di voi ha la struttura base per creare la scheda perfetta non mi credereste. Tutti stiamo a cercare il programmino magico, l'onda, metodo a contrasto, il ciclo russo. Insomma ci sarà pur un programmino che faccia fare il salto di qualità?

Invece che mi crediate o no non esiste, esiste l'intelligenza di chi mette assieme quello che sono gli ingredienti essenziali, che guarda caso sono sempre gli stessi:

  • Carico
  • Ripetizioni
  • Serie
  • Recuperi

Con questi quattro elementi potete creare il mondo.

Al posto che darvi la pappa pronta e dirvi fate questo, vi do delle indicazioni su cui riflettere, applicatele e la scheda verrà da se.

  1. Se volete migliorare in qualcosa dovete farla. Che sia la patente per la macchina, imparare ad andare in bici o sollevare un peso, più lo fate e più diventate bravi a farlo. Fate sì di ripetere più volte a settimana la stessa alzata, minimo due. Cercate allenamenti in cui ripetete il gesto. Se fate tante serie usate poche ripetizioni (coi kettlebell mediamente poche ripetizioni sono intorno alle 10-12), se fate tante ripetizioni usate poche serie.
  2. Concentratevi su due, tre esercizi fondamentali balistici. Nei complementari variate pure ma per diventare bravi in un esercizio lo dovete fare sempre e spesso. Cambiare quando si stalla è la strada più facile ma anche quella che alla lunga darà meno risultati.
  3. Il corpo sopporta male stimoli troppo diversi. Calcolatevi il tonnellaggio che state alzando nella seduta, i Kg totali sollevati e cercate di mantenerli per quanto possibile variando però l'intensità. Facciamo per esempio una progressione con lo snatch con 24Kg:
    SettimanaSerie e RipetizioniTotale ripTonnellaggio esercizio in Kg
    110x101002400
    28x12962304
    36x15902160
    45x17852040

    Giocate coi recuperi per mantenere fattibile l'allenamento, più le serie si fanno intense e più se occorre aumentate il recupero
  4. Non usate lo stesso schema più volte a settimana. Se un giorno allenate l'alzata sul volume (tante serie poche ripetizioni), l'altro giorno allenatela sull'intensità (tante ripetizioni, poche serie)
  5. Non ripetete mai lo stesso allenamento, variate sempre con delle progressioni di settimana in settimana. Non ha senso per un neofita-intermedio e in Italia lo siamo tutti, ripetere lo stesso carico ogni settimana. Si progredisce molto di più con carichi ascendenti intervallati da settimane di scarico 3:1 - 4:1.
  6. Mantenete esplosive le vostre ripetizioni, non lasciate che la fatica intacchi la velocità d'esecuzione. Vi accorgerete che alla fine non potrete evitare d'alzare il peso velocemente. Se la fatica è eccessiva il peso non salirà, mentre se riuscite anche l'ultima ripetizione sarà sempre esplosiva. Arrivati a questo livello i kettlebell avranno fatto il loro dovere nella vostra preparazione atletica.
  7. Se il vostro sport target è un altro non uccidetevi con le kettlebell. Il corpo migliora lo stesso anche senza raggiungere il limite, l'importante è però conoscere il vero limite.
  8. Partite sempre dai massimali, non iniziate un programma senza avere una verifica iniziale e senza finire con un verifica finale. Sulla carta tutto è figo e vincente ma è poi la realtà dei fatti che parla. 100 snatch un cambio mano con 24 kg sono un punto di partenza se non riuscite a raggiungerli nel giro di 6 mesi:
    • avete un programma che non funziona
    • i vostri livelli atletici sono molto bassi, stacchi, trazioni, ecc, forse vi conviene aumentare prima le alzate base e poi successivamente concentrarvi sui kettlebell.
  9. Questa è la regola più importante di tutte. Quello che viene prima di tutto, ancora prima del carico, serie, ripetizioni, è la tecnica. Senza questa non andrete da nessuna parte a meno che non siete dei mostri di genetica o dopati. Per la tecnica passa il carico ideale, concetto molto complesso e che richiederebbe un articolo a se stante. A voi basti pensare che la tecnica è l'unico strumento con cui potete raggiungere il vostro limite genetico. Senza tecnica anche se vi ucciderete e il giorno dopo non muoverete più un dito non svilupperete mai il vostro vero potenziale. La tecnica non vi permette di fare meno fatica, la tecnica vi permette di sollevare di più e nello sviluppo fisico dell'atleta sono i Kg alzati che contano.
  10. Usate la videocamera per riprendervi quando vi allenate, non solo per i video amatoriali con la mascherina. Se non avete un maestro dovete essere giudici di voi stessi. Filmativi e poi paragonate la vostra tecnica con quella di gente brava. Non guardate la gente grossa e famosa, guardate quella che fa dei risultati.

Conclusioni

I kettlebell sono uno strumento, non c'è nulla di magico in questi nessun "effetto diavolo". Se volete inserirli nel vostro armamentario saranno sicuramente un'arma vincente ma ci dovete dedicare tempo.

Fare 100 snatch coi 16kg non vi trasformerà in un grande atleta, quando pensate ai kettlebell vedeteli come dei pesi qualsiasi come dei bilancieri. Fare una ripetizione di stacco con 100 Kg vi apre le porte dell'olimpo?

È inutile fare 100 cose fatte male, non è la fatica il metro del vostro successo.

Chi li usa in modo sensato negli anni ha veramente sviluppato un fisico superiore. Tutti i Girevik che conosco sono veramente gli atleti più completi che abbia mai visto, quelli più leggeri mediamente sollevano sopra la testa 50, 60 volte di fila, più del proprio peso corporeo.

Abbinarli all'uso degli altri attrezzi è sicuramente un vantaggio ma il troppo stroppia. Non potete essere bravi in 10 strumenti, non imparerete mai la tecnica, non alzerete mai dei kettlebell con un peso interessante.

Se li usate con schemi tipo il 5x5 fate bene però poi iniziate ad allenarvi seriamente. Se li usate in circuito con pezzature da 16kg non vergognatevi se poi le ragazze russe strappano con 24kg.

Insomma io sono critico perché prima di vendere una cosa preferisco mostrarne i limiti più che i pregi. Ciò non toglie che in Russia i kettlebell vengano usati e siano uno strumento valido nella preparazione atletica. Non sono sicuramente essenziali ma sono sicuramente un bello strumento.

Buon sollevamento a tutti!

Ps: a questo punto normalmente c'è la bibliografia, sinceramente non mi interessa scrivere che ho preso questo da questo libro e quest'altro da questo. I libri fondamentali sull'allenamento nel bene nel male sono sempre gli stessi. La differenza tra la teoria stagna e la teoria che si sposa con la pratica me l'hanno data queste persone e questo articolo non è altro che il confronto e l'insegnamento che questi amici mi hanno passato. Quindi ringrazio Amodio Mattia, Oleh Ilika e Paolo Evangelista per i loro consigli e la loro guida.

Visione (Andrea)

http://www.rawtraining.eu/fondamenti/perche-usiamo-i-kettlebell/