sabato, dicembre 29, 2007


GAMA, LA LOTTA E NOI

A volte è terrficante fare pargoni, mettersi allo specchio e vedersi come relamente si è. Ero partito per scrivere un post edificante, di quelli ottimistici che scaldano el corazòn ma poi mi è preso un po' di magone.

Ho ripensato a Gama, alla Tradizione della Lotta Marziale e il confronto con la nostra Italia pallonara/velinara etc mi ha dato il voltastomaco.

Come dite? Non sapete chi era 'sto Gama?
I suoi contemporanei dell'inziio '900 descrissero il lottatore hindu Gama come "il Dio della Lotta incarnato", ed egli vendicò l'onore della sua Patria anninentando i rappresentanti dell'odioso impero mercantile schiavista britannico oppressore. Per saperne di più di questo impareggiabile campione date una leggiucchiata qui o su internet in generale:
http://ejmas.com/jalt/jaltart_noble_0502.htm
Uomini come Gama, il Lottatore Sacro, forse non esitono quasi più.

Quasi.
Infatti in India ancora qualcuno parzialmente esiste. Sono gli ultimi rimasti, i custodi di una fiamma che si sta spengendo anche lì. Accendete le casse e ascoltate Guru-Ji sul più bel video di you Tube mai visto:

http://www.youtube.com/watch?v=TcXUwGE2je8

Personalmente ho visto in questa clip la materializzazione di quello che ho sempre sognato.

In questo documentario osserviamo il pedagogo che impartisce ai suoi discepoli una formazione psico-fisica completa; la palestra come tempio e casa, l'incredibile tecnica e preparazione atletica (incontri che durano 3 ore..), il cameratismo sincero e una schiatta di bellissimi giovani dediti solo alla regola della Lotta: sii vincente ma soltanto con onore.
Ripeto. tutto ciò che IO ho sempre sognato è lì. Lingua a parte, abbiamo di fronte a noi una vera e propria palaystra dell'antichità greco-romana, un meraviglioso luogo di educazione della gioventù ai valori virili e luminosi, un portale per qualcosa di stupendo e solare che abbiamo conosciuto forse in un'altra dimensione non-fisica dell'esistenza, identico nei dettagli più minuti al lugo di crescita morale e 'testicolare' che calcarono Platone, Pericle, Augusto o Aureliano.

Che Dio ti benedica Guru-ji, che la luce di Shiva ti carezzi sempre, che il canto di Ganesh allieti le tue orecchie per migliaia di kalpa, che il sorriso del tuo protettore Hanumann sempre sia con te, namaste.



PAROLE D'ETERNO ORGOGLIO ITALICO
« Exaudi, regina tui pulcherrima mundi, inter sidereos, Roma, recepta polos; exaudi, genetrix hominum genetrixque deorum: Non procul a caelo per tua templa sumus.
Te canimus semperque, sinent dum fata, canemus: Sospes nemo potest immemor esse tui. Obruerint citius scelerata oblivia solem quam tuus e nostro corde recedat honos.
Nam solis radiis aequalia munera tendis, qua circumfusus fluctuat Oceanus; volitur ipse tibi, qui continet omnia, Phoebus eque tuis ortos in tua condit equos.
Te non flammigeris Libye tardavit arenis; non armata suo reppulit ursa gelu: Quantum vitalis natura tetendit in axes, tantum virtuti pervia terrae tuae.
Fecisti patriam diversis gentibus unam; profuit iniustis te dominante capi; dumque offers victis proprii consortia iuris, Urbem fecisti, quod prius orbis erat. »

(trad.IT)
« Del tuo mondo bellissima regina, o Roma, ascolta; o Roma, nell’empireo ciel accolta madre, non pur degli uomini ma d’ celesti.
Noi siam presso al cielo per i templi tuoi.
Ore te, quindi cantisi sempre, finché si viva; dimenticarti e vivere chi mai potrebbe, o diva? Prima del sole negli uomini vanisca ogni memoria, che il ricordo, nel cuor, della tua gloria.
Già, come il sol risplendere per tutto, ognor, tu sai.
Dovunque il vasto Oceano ondeggia, ivi tu vai. Febo che tutto domina si volge a te: da sponde romane muove, e nel tuo mar s’asconde.
Co’ suoi deserti Libia non t’arrestò la corsa; non ti respinse il gelido vallo che cinge l’Orsa; quanto paese agli uomini vital, Natura diede, tanta è la terra che pugnar ti vede.
Desti una patria ai popoli dispersi in cento luoghi: furon ventura ai barbari le tue vittorie e i gioghi; ché del tuo diritto ai sudditi mentre il consorzio appresti, di tutto il mondo una città facesti. »
Claudio Rutilio Namaziano
DE REDITU SUO, libro primo

mercoledì, dicembre 26, 2007


LA VERA STORIA DI UN EROE RUSSO

Fedor Emelianenko è probabilmente il miglior combattente globale mai esistito.

Col peso e la taglia di un mediomassimo, Fedor ha imposto la sua legge ovunque e imbattuto regna incontrastato sul trono delle MMA intercontinentali.

In occasione della recente camarilla messa su dall'UFC per spodestare Fedor in favore di Randy Couture, Sherdog ha pubblicato un bellisimo articolo su questo meraviglioso atleta.

Al di là delle asprezze che quest'uomo dovette attraversare per riuscire nello sport, a cominciare dal reperire il cibo, nell'intervista si coglie tutta la dimensione etica di Fedor. Si viene a sapere per esempio che nella sua cittadina d'origine lui continua a vivere semplicemente e che tutti lo stimano alla follia per la sua umiltà mantenuta nonostante la fama.

Fa venire i brividi leggere quanto afferma sul suo arruolamento nella durissima naja russa:
"Io avevo ovviamente il desiderio di arruolarmi..Mi scalda il cuore ripensarci: mi fece crescere dentro; entrai ragazzo e ne uscii uomo".

L'UFC ha giocato sporco con il campione, ma lui non ha accettato gli sporchi ricatti, tipo quello di non poter gareggiare nel Sambo, lo sport che anche Putin ha praticato, Fedor ricorda. Adesso il Re entra in un'organizzazione di MMA nuova di zecca, speriamo bene, il mondo ha bisogno di lui.

L'incredibile storia di questo gigante interiore è avvincente, ma soprattutto inorgoglisce tutti i russi (e fa sospirare gli altri) quando Fedor dice:
"Quando entro nel ring non scordo mai che sto combattendo per l'onore della mia patria, città e club".

Link:http://www.sherdog.com/news/articles.asp?n_id=10538&my_page=1



Quote del giorno:

"L'ignoranza è la mancanza di discriminazione fra il permanente e l'impermanente, tra il puro e e l'impuro, tra la felicità e la sofferenza, tra ciò che è in tuo potere e ciò che non lo è."
Patañjali, «Yogasûtra»
II, 5

sabato, dicembre 08, 2007


INDIA, MADRE DELLE ARTI MARZIALI

Posto alcuni video che fanno il paio con l'articolo sulla Lotta hindu che sta sul sito mio.

Il primo è fantastico, secondo me!
Un meravigliso Ahara, una palestra-tempio votata al Dio Hanumann, divinità guerriera, laddove tutto è identico a ciò che 2000 anni fa portarono i soldati macedoni di Alessandro. Non apparirà strano che anche in India 'combattente' fa rima con lottatore..

http://www.youtube.com/watch?v=XOWL3hXWHnQ&feature=related

Questo dimostra senza ombra di dubbio da dove vengono gli stili 'lunghi' cinesi tipo Shaolin (se mai ce ne fosse ancora bisogno):

http://www.youtube.com/watch?v=MqlN-6zQzw8&feature=related

E poi uno sulla versione a tinta islamica, transitata in Iran, specifico sulla rotazione di clave. Gli americani ora fanno un gran puzzo e dicono di aver "inventato" questo attrezzo che, guarda un po', invece è da sempre l'attributo tradizionale del Dio ERCOLE, Re dei lottatori nostrani..

http://www.youtube.com/watch?v=pFsQeDFbptc&feature=related

( /colonna sonora ganzissima\ )


domenica, dicembre 02, 2007



Quote del giorno:

"Veritas filia temporis
(La verità è figlia del tempo) "

Aulo Gellio

giovedì, novembre 29, 2007

INTERVISTA A MATTEO MINONZIO

Su http://www.fightordie.it/ e si parla anche di noi e dei suoi allenamenti di BJJ col sottoscritto.

Da leggere e ponderare, visto che è per fortuna assai diretta e neint'affatto politically correct. Buon divertimento!


domenica, novembre 25, 2007


REPORTAGE SEMINARIO CON FEDERICO

Un gran giorno di BJJ sabato a Firenze.
Il nostro seminario autunnale col mestre careca ha avuto un bel successo; tanta gente da fuori che ha dato segno di gradire molto quel che si è fatto sulla materassina della Doyukai.
Peccato per i tanti assenti del team, infortunati e lavoranti; in primavera farò il seminario di domenica, saremo una valanga!
Su mia indicazione il Tisi ha incentrato l'appuntamento su uno dei punti dolenti della maggior parte dei jitsuka, le uscite. E' cosa notoria che la maggior parte di noi ami gingillarsi con astrusi scramble e finalizzazioni da Circo Togni, mentre risulta poco gradito sfondarsi nelle molto prosaiche uscite da sotto le posizioni di dominio.
Debbo dire che ancora una volta Fede ha magistralmente unito simpatia ed efficacia espositiva, sì che tutti hanno avuto il mano strumenti utilissimi in forma conprensibile.
Alla fine lotta di tutti contro tutti; erano mesi che non lottavo col pelataccio e stavolta si è dovuto impegnare. Strangolamenti a parte il mio suzzarese preferito ha dovuto funambolare intorno a me per farmi divertire con una lotta dai contorni (per me) epici. uno mio rimpianto quell'omoplata a cui non ho potuto dire di no dopo trecento triangoli difesi, sigh!
Un bel grazie a tutti i miei ragazzi, al nostro Matteone, a Gianni head e ai viterbesi, a Max e Michele da Massa e all'amico del Seido Karate.

domenica, novembre 18, 2007


REPORTAGE NGT III A SEVESO
Alla fine ce l'abbiamo fatta. Dopo un tortuoso peregrinare per le sperdute plaghe lombarde siamo riusciti a giungere al palazzetto della ridente (..insomma) cittadina lombarda, più nota per il disastro chimico di cui fu vittima.
Io, Matteone Calamandrei, Marco "Santicop" e Marco Longo abbiamo attraversato l'Italia per questo evento, e debbo dire che ne è valsa la pena.
La serata è stata bella e con match interessanti, peccato per alcuni risultati non nelle nostre intenzioni, ma tant'è. Come dice Federico, solo chi lotta vince sempre, dentro.
Santicop continua a inanellare vittorie tutte "100% BJJ".
Il pugile della Golden Glory, Pang ha subito una classicissima strategia da specialisti dell'Arte Suave. Buttato giù, ammorbidito di ginocchiate dalla side, montato con tutta calma e finito con perfetto armbar sullo scadere. Misteriose cadenze da grappler dunque per questo nostro fortissimo thaiboxer pratese: in tanti match non gli ho MAI visto tirare nemmeno un lowkick..!
Il poderoso M° Raspadori e io all'angolo dei suoi bolognesi abbiamo purtroppo dovuto assistere alla loro débacle, ma che spettacolo!
Ivan Bernardoni esalta il piccolo ma esperto pubblico con un incontro da Libro Cuore.
Coraggio incredibile, piglia il salernitano e lo sbatacchia qui e lì come un vero campione di GrecoRomana. Con la forza di 100 uomini riesce a ribaltare varie volte le montade subite, ma gli tocca una discutibile-seppur condivisibile- chiamata arbitrale e, finito in un pericoloso armbar vede l'arbitro chiamarlo out anche se non aveva dato segni di battere. Il ragazzo si è disperato molto, considerando che il tempo era scaduto allora (ma l'arbitro non poteva cmq saperlo) e non ha accetato il verdetto. Ha dato però grande prova di sé e una volta preparato a dovere nel BJJ e nello striking sarà di sicuro un grande di questa categoria.
Matteo Minonzio ha messo su col tedesco un incontro da cardiopalma.
Scambi in piedi, wrestling, ginocchiate, ribaltamenti e tutto l'armamentario del Vale Tudo di qualità per un match da mozzafiato. Finché il nostro eroe felsineo è riuscito a stare con la mente lucida il gioco di BJJ del duro rappresentante dell'Alliance Germany, non ha fruttato. Quando però la tensione nervosa e la fatica han prevalso il nostro è piombato un po' rocambolescamente al suolo, e lì è finita. Il deutch sa lottare davvero, e ha dominato la side, montato e gragnuolato colpi finché non ha infilato il classico mata leao.
Onore all'amico Matteo, ha dato spettacolo e mostrato anche notevoli miglioramenti strategici nel ground fighting, tutto sommato. Con una gestione meno emozionale dei match e un BJJ a punto sarà un vero personaggio di questo sport.
Yasin ha dimostrato coraggio&follia nell'accetare Jenkins come suo avversario, forse un po' troppa follia.
L'aplomb del gallese da 90 match, che stava nel nostro stesso spogliatoio, era incredibile. Questo mostro da gabbia, questo guerriero senza paura, mentre gli altri si caricavano e digrignavano i denti lui , con le sue mani deformate, mangiava pane e salame! Senza nemmeno scaldarsi, in felpa e jeans stava placido a leggere un libro. Quando lo hanno chiamato si è messo la roba da solo (non ha angolo) e ha atteso il teso Yasin passeggiando pigrmente per il palazzetto..
L'irruenza del forte turco non ha turbato Paul che lo ha aspettato, e dalla guardia finalizzato con un triangolo costruito con maestria superba in pochi secondi. Sceso dal ring, tranquillo come venisse giù dal tram, gli ho fatto i complimenti per il suo BJJ e lui, sorridendo ha scherzato "Si, l'ho imparato un pochino proprio stasera".
Belli anche tutti gli altri altri match, serata da ricordare. Faccio notare che TUTTI gli incontri sono finiti per finalizzazione, tutti. Forse sarebbe l'ora di ricominciare a fare del vero BJJ classico, col kimono e tutto, noooooooooo?

lunedì, novembre 12, 2007


SABATO A MILANO PER IL NGT
In via di organizzazione la trasferta meneghina.
Al NGT il 17 tirano quattro mie conoscenze, e vorrei esserci di sicuro.
Massimi:
Matteo Minonzio ritrova il ring; sono emozionato per questo amico e neoallievo di BJJ, il mio cuore sarà al centro del quadrato in questo match.
-65 Kg: Ivan Bernardoni vs Ciro Ruotolo (Team Olegario).
Il simpatico e 'pazzissimo' grecoromanista bolognese, stessa team di Minonzio, si "lancia" in un vale tudo senza in pratica avere nemmeno idea di cosa sia; l'altra sera da me ha visto per la prima volta in vita sua un armlock e il BJJ per la seconda!
-77 kg: Marco Santi (Ded MMA/Santi team) vs Iwan Pang (Golden Glory-Holland)
Avversario di temibile provenienza, e match importante per la carriera di Marco questo. Abbiamo lottato insieme venerdì e il pratese nostro è in forma, come sempre del resto. Prevedo guerra.
-84 kg: Yasin Mengulluoglu (Team Drake-Germany-) vs Paul Jenkins (UK)
Il turco è un maestro di WT e lo conobbi ai vecchi tempi della EBMAS. Trovo la sua pregevole carriera nelle MMA un vero tesoro, per i praticanti di questa mia ex disciplina, visto che lui è in pratica l'unico rappresentante di questo stile che abbia il fegato di combattere, pur preprandosi ANCHE nella Thai, nel BJJ etc.

mercoledì, novembre 07, 2007

REPORTAGE TORINO

La truppa centuriata è reduce dalla trasferta subalpina.

Con tanto di figli, mogliere e masserizie varie, quattro di noi eroici giugizzari sono arrivati in ordine sparso sabato pomeriggio alla palestra di Freddy. Lì ci aspettava il mitico "Carcarà", che mi ha subito conquistato. Bianco, elegante e dotato di un fluent english (rara cosa nei brasiliani), messer Braulio da Recife ha tenuto un interessante seminario sulla difesa da passaggio di guardia a schiacciare, denso di utilissimi e ingalluzzenti colpi tra i suoi preferiti da quella posizione.

Il finale è stato una bella lotta di Braulio vs Tutti, e lì el menino ha dato la sua miglior prova della sua proverbiale guardia impassabile. Io sono stato, tanto per la cronaca, finalizzato di strangolamento col bavero proprio per essermi totalmente assorto nella sua jungla di sbarramenti delle sue kilometriche gambe: ma come 'zz fa a essere un medio-massimo quello??

La domenica l'Open di JJ.

Bella gara organizzata per la seconda volta dall'organizzato Freddy Linhares della Gracie Barra Torino, a cui va ancora una volta la mia stima e amicizia. Tutto bene tranne gli arbitraggi di brasiliani in macth con brasiliani coinvolti, ma così è la vita, per ora è la maledizione del BJJ a cui nn si riesce a porre rimedio..
Il livello alto, molte le viola e forti, solo 2 donne. Tanti gli atleti di IC presenti, tra i quali il mostrillo Grigno della Tribe Roma, l'ultimo invincibile jiu-jitsu freak creato dal dott. FrankesTisiNer.Ma vediamo la nostra di gara:
Bianche -82
Stupenda prova del mitico "Ruspa" Carlo Toccaceli, che con 3 mesi di esperienza alle spalle mostra un contegno agonistico impeccabile. Vince alla grande la prima lotta e perde di pochissimo la 2a, solo per quella poca esperienza che non gli fa ricordare sul più bello come farsi dare i punti nel passaggio oramai acquisito.
Da dimenticare invece la gara del Taba (Braccini Francesco) che dopo la sua solita prima ottima lotta (14 a 0) impazzisce, si mette a fare il jj champagne e giustamente si becca un Brabo dal 1/2 guardia che l'artista-tabagista si "dimentica" di difendere!
Blu-88
Stefano "Tortello" Dabizzi a Torino era in ferie col cervello, distratto dalla bella moglie Katia e dal pargolo con gli occhi blu. Le sue 2 lotte -categoria e Assoluto- sono del tutto incommentabili, Stefano: domenica tu non c'eri, passiamo oltre.
Tanta fatica ma lo sport è questo, vivere faticosamente le proprie passioni. Alla prossima.

giovedì, novembre 01, 2007

Quote del giorno:






"Fallacia alia aliam trudit (Un inganno tira l'altro)"
Terenzio

SEMINARIO CON FEDE a FIRENZE
24.11.07
Confermata la presenza dalle nostre parti del Mestre Careca nazionale per il giorno
sabato 24 novembre 2007, ore 10.15
presso la nostra sede centrale corsi, cioè la palestra Doyukai, viale Talenti 108.
Il seminario col Tisi è come nostra tradizione aperto a tutti, lottatori esperti o semplici novizi, Gi o no-Gi (anche se è di molto preferito averlo).
Il costo viaggia, lirapiù lirameno, sui 30 eurini.
Appuntamento il sabato 24 mattina dunque, benvenuti tutti.

UFC 80: CORSA AL TITOLO HW IN CASA BJJ
Nel più feroce scontro "interno" della storia di questa lega, due brasiliani del Jiu-Jitsu si confronteranno all'ultima leva la probabile chance per la corona dei Massimi, "Napao" Gonzaga vs. Fabricio Werdum.
Questi due bisonti carioca insieme rappresentano il maggior livello specifico agonistico globale di una delle singole discipline funzionali mai apparso sul proscenio delle MMA. Due grandissimi fuoriclasse, due titolati campioni mondiali dell' arte suave sono lì a giocarsi le possibilità per il titolo (ben pagato, ricordiamolo sempre) di uomo più pericoloso del mondo.
Non è un caso che siamo due jitsuka do Brazil, e non due jap del Judo o 2 thaiboxer, pugili etc etc.

mercoledì, ottobre 31, 2007


GRAPPLER BATTE QUASI SEMPRE STRIKER: PERCHE'?

Nel XIX secolo l'Associazione Britannica di Lotta (Lotta all'epoca ancora con le finalizzazioni), grazie alla sponsorizzazione di alcuni nobiluomini metteva ogni anno in palio una ricca borsa per qualunque "pugile" avesse resistito 3 minuti con un loro esponente.
Ebbene, la terra patria della Noble Art non vide mai nessuno striker incassare el dinero, e tantomeno nessun pugile -tranne forse un peso massimo titolato- andare seppur lontanamente vicino a riscuotere. Nesuno resse mai 3 minuti, quindi.

Il libro da cui sono tratte le informazioni di cui sopra, "Blue blood on the mat", è solo uno dei tanti documenti storici che testimoniano la totale dominazione dei grappler contro gli striker, per giungere infine all'epoca di Royce Gracie e degli UFC.

La ragione di questa clamorosa superiorità e della sua relativa ignoranza da parte del pubblico sono abbastanza misconosciute nel mondo delle AM-SdC, vediamo di sceverarle.

Punto 1:
il grappler nello scontro con lo striker è avvantaggiatissimo dal punto di vista tattico, fisico e strategico.
E' infatti ovvio che per chiudere la distanza e fare qualcosa all'altro lo striker ricorre alle tecniche di percussione che conosce, ma si trova di fronte un avversario che del chiudere la distanza, a differenza di lui, è un maestro. Quello che dà colpi non ha nessuna idea neppur vaga di come avvicinarsi a chi lo prenderà in presa alle gambe, mentre il grappler si allena tutto il tempo su queste cose. Appare chiaro che lo striker possiede un gioco di gambe più veloce e si muove più rapido sul quadrato, ma dovrà cmq stringere prima o poi, incontrando la chiusura sul tempo dell'avversario.

Fisicamente il grappler è normalmente assai più preparato dello striker, per via della più poderosa forma di addestramento fisico che il grappling impone, sviluppando la spinta e la potenza da angoli sconosciuti allo striker, che emette forza sempre e solo dalla presa sulla pianta dei piedi, mente il lottatore spinge dal collo, dalle spalle etc etc.

Strategicamente il lottatore sa che il 'pugile' puro ha una sola e unica chance di fermarlo, e cioè di metterlo KO al primo colpo, ma sia per la nota difficoltà che ha lo striker di colpire mentre l'altro intende solo chiudere la distanza e lottare, sia per la paura di finira a terra (paura di stare in piedi nessun essere umano ne ha), in un territorio sconosciuto totalmente, egli è enormemente avanti nel pronostico. Una volta al suolo la storia è finita, e mentre il lottatore in ottima forma può incassare qualche colpo nessuno può 'incassare una finalizzazione.

Punto 2:
Lottare è un esercizio molto divertente e più vario del percuotere ma meno 'egoico'. Quando siamo davvero pieni di rabbia chiudiamo il pugno per dare in faccia al responsabile, e questa realtà prevede che l'esercizio del boxare (sui generis) risponda più a certe esigenze di tipo caratteriale, avvicinando più praticanti medi, non edotti sui risultati dello scontro inetrstile, allo striking, che immaginano essere più efficente.

Punto 3:
Osservare un combattimento di grappling e notarne le sottigliezze è più cosa di persone esperte, mentre un bel cross al mento è universale. C'è da aggiungere che per l'obiettivo di una telecamera la Boxe&c. rendono meglio in termini di spettacolarità, vettore ancora di più dunque di convogliamento delle masse verso quelle forma di combattimento.

La rinascita della arti di grappling è merito della famiglia Gracie e della lega UFC.
Senza questa unione, tecnica+spettacolo, le MMA non sarebbero mai nate e ancora si sottilizzerebbe sulla presunta efficacia di certe forme di combattimento piuttosto che altre. Per nostra buona sorte l'era degli stili teorici è kaputt, esiste il metodo sperimentale per dirimere le questioni in campo marziale, e le sorti del combattimento come scienza , figlia della sintesi di grappling e di striking, appaiono sempre più luminose.


TUTTI A TORINO PER IL BJJ OPEN 2007
I virili centurioni sono in partenza alla volta del capoluogo piemontese, gara in vista.
Per l'organizzazione dell'amico Freddy Linhares della GB una due giorni di BJJ; sabato stage col campionissimo Braulio "Carcarà" Estima e domenica si lotta.
Forza e coraggio, Torino arriviamo noi.

lunedì, ottobre 29, 2007


OMAGGIO DOVUTO A TRE COMBATTENTI
Ieri sera alla palestra della Montagnola il grande Luca Peri ha sfidato la logica e le 44 primavere ed è tornato sul quadaro per la rivincita col torinese che in primavera lo vide sconfitto per TKO.
Purtroppo la sorte ria ha visto Luca ancora una volta cedere per infortunio (zigomo sfondato) davanti a un avversario 22 enne e molto forte. Gli atleti come Luca -mammamia com'era tirato!- rendono davvero grandi questi sport, mostrando a tutti quale enorme spinta diano nella vita verso la salute, la forma fisica e il coraggio virile.
Giovedì sera Marco "Crocop" Santi ha vinto per TKO nel Mugello e si è qualificato per le finali del Trofeo Etruria di Pugilato.
Questo spigoloso pratese giramondo è l'atleta più versatile d'Italia, compete nella Submission, nella Boxe e nel Vale Tudo, dopo aver vinto tanto nella Muay Thai e Kickboxing. Per quanto ne sappia io solo lui e IronMike Virginelli hanno questa completezza nel ns paese: bravo Marco.
Brutta sfiga anche per Matteo Minonzio.
Il gigante bolognese piglia la sola dagli inglesi e laggiù trova solo il forfait dell'avversario. So quanto terribile sia per un fighter andare così lontano e non potersi esprimere, dopo settimane di dieta e allenamenti massacranti. A Milano il 17 Matteo dirà la sua, ne sono certo.

giovedì, ottobre 25, 2007

MATTEO VAI E UCCIDI!

Il nostro amico Matteo Minonzio è in partenza per l'Inghilterra, col fido Stefano (Raspadori) all'angolo.

Sulla sua strada sabato un brutto cliente, un bestio english molto forte anche di BJJ. Io spero che le mie brevissime istruzioni sul lavoro al suolo siano quanto basta. In piedi lo devi tenere, Matt, e sfondarlo di vergate nei denti.

Forza Matteo, distruggi il perfido albionico, riporta l'alloro in terra italica, là dove gli compete.


lunedì, ottobre 22, 2007


EFFICACIA IN TARDA ETA'
Ecco un video che mostra come vetusti esponenti di misteriose arti marziali orientali (NB:arti segrete) impieghino sofisticate ed esoteriche tecniche in combattimenti da strada.
Attenzione: sono impiegate anche armi!

INTERNET E LA FINE DEGLI STILI NELLE AM
Ho spiegato molte volte su questo Blog che la mia fissazione per le arti marziali mi ha condotto a provarne tantissime, studiarne parecchie e occhieggiarne un'infinità. Mi ritengo un esperto, non uno forte e bravo, ma esperto quello sì.
Negli anni ho avuto la ventura di parlare, litigare o combattere con praticanti anche famosissimi di quasi tutte le AM del mondo, ho preso parte a competizioni e preparato atleti che le hanno vinte, ho discusso di raffinatezze teologiche taoiste con maestri cinesi e fatto duri allenamenti in varie parti del pianeta (dal regno del Siam alle spiagge di Rio). Tuttora studio con insegnanti professionisti e lotto con atleti sempre professionisti, e ringrazio il Cielo di cotanta fortuna.
L'argomento che voglio approfondire oggi è il significato di "stile" e la differenza che intercorre tra questo termine e "metodo". Gli stili sono morti, finiti, i metodi invece fioriscono, pescando a piene mani anche tra gli stili.
Schema:
Il cadavere: gli stili
Il colpevole: internet e il progresso tecnologico in genere
Il sopravvissuto: il metodo
C'era una volta un villaggio cinese(o giapponese, o malese ..), sperduto sulle montagne dell'Hebei.
Famiglie di agricoltori analfabeti, tutti imparentati tra di loro, seguivano l'eterno ritmo delle stagioni. Il duro lavoro veniva temperato dalle arcaiche festività volte a propiziare la fertilità, e da pratiche marziali intese sia come collante intergenerazionale sia come metodo di difesa del villaggio stesso.
In questa quiete agropastorale le novità, come l'arrivo di un forestiero o il passaggio di carovane, potevano tenere eccitati i villici per settimane. L'analfabetismo della gente li obbligava al totale ossequio nei confronti dei dotti e li costringeva nel fantastico affabulare in corbellerie su stregoni, diavoli e roba del genere.
Le comunicazioni tra le farzioni del vilaggio erano un problema, quelle coi villaggi vicini affari da ore o giorni a doreso di mulo, il capoluogo della regione spesso non veniva nemmeno visto in una vita intera.
In un contesto di questo tipo la ristettezza culturale era la regola, la segretezza figlia dell'ignoranza la norma. Persone prive di punti di riferimento creavano circoli' marziali' chiusissimi, non era possibile in contrario. Nasceva lo stile del villaggio Xunbin contrapposto a quello del vilaggio Furbìn, quello del Pellicano vs. quello della Salamandra.
C'è da tenere presente che la mancanza di protezioni adeguate impediva un qualnque sparring decente, e che anche rinomate istituzioni tipo templi o simili affogavano nell'isolamento più totale, isolamento che crea la degenerazione in qualunque ambito.
Passiamo ai giorni nostri. Figli come siamo di auto e aereoplano, percorriamo centinaia di km in poche ore e in vita nostra tocchiamo le più disparate nazioni del pianeta. Il Mondo si è ristretto, parliamo almeno 2 lingue e abbracciamo con la mente dozzine di arti marziali che i vecchi cinesotti&c. manco si sognavano. Abbiamo a disposizione materiali evoluti per guantoni etc e c'interfacciamo con un pianeta di miliardi di persone.
Lo stile, inteso come un unicuum intoccabile "perché si" non esiste più. Qualunque persona del ns. tempo, anche non praticante, può accedere a tantissima pubblicistica specializzata e fare paragoni. La mancanza di paragoni, ricordiamolo, cioè l'ignoranza derivata dai tempi, fu la levatrice degli stili, non dimentichiamolo mai.
Nei bei tempi andati i mebri del villaggio, seduti a sarchiare il frumento, cantavano le lodi del fortissimo probisavolo di 1 m. e 50 che spaccava le corna agli gnu ed era invincibile, noi in 10 minuti scarichiamo dalla Rete 2000 incontri tra professionisti e li vediamo tutti fortissimi ma vincibili. Nella pace della domenica asiatica i venerabili illetterati discettavano di Chi e antichi metodi che un errante confuciano decine di anni prima aveva illustrato in una sua visita, noi pigliamo il motorino e in libreria accediamo a qualuqne testo di anatomia e fisologia con tanto di CD accluso. Accanto al focolare i giovani cafoni dagli occhi a mandorla venivano legati alle responsabilità della vita adulta tramite affascinanti inziazioni, noi studiamo fino alla Laurea ed oltre le scienze prodotte dall'umanità.
I tempi attuale consentono di mantenere pratiche, stimoli e artifizi dei vari stili ed enuclearli, creando dei metodi. La scienza moderna, oramai diffusa ovunque, si basa su osservazione e sperimentazione, gli stili no, ed è per questo che nel mondo moderno non hanno più parte.
I professionisti del combattimento possono strutturare la loro opera basandosi su studi di scienza dello sport, nutrizione, biochimica, fisica dei solidi e quant'altro, nonché su empirìa (pratica) tramite statistiche affidabili di miliardi di gare fatte ogni anno in tutto l'orbe terracqueo. Se è vero che l'essere umano avrà sempre la tendenza a rivolgersi a santoni, pseudomaestri spirtuali e imbonitori della peggior pasta ciò non toglie che la totale incultura del passato sia defunta e che oggi qualunque ragazzino di 13 anni si può fare una googlata e in due minuti verificare attendibilità di affermazioni su curriculum, vittorie presunte e via discorrendo.
Gli STILI sono morti, la pedissequa imitazione di un "maestro" padre padrone è MORTA.
Il mondo della tecnologia ha ucciso gli stili che morendo danno spazio ai metodi, ai quali non vi è limite. Scuole differenti si confrontreranno eternamente sui metodi, e su interent tutti all'unisono verificheranno la bontà di tali metodi.
Riassumo la cronologia degli eventi.
  • Pre-UFC: èra degli stili.
  • Novembre 1993, nasce l'UFC; viene visto in tutto il mondo l'evento che rappresenta la prova delle affermazioni in campo marziale.
  • Sviluppo delle MMA, meta-metodo che permette il confronto di tutti i sistemi e 'stili', alla ricerca della verifica di ciò che avviene davvero in combattimento posti davanti l'uno all'altro due uomini di corporatura ed esperienza simili.

Diffusione di internet e diffusione delle MMA vanno di pari passo, alla creazione dell'UFC ancora pochi erano gli utenti nel mondo, concentrati soprattutto negli USA, ma con la progeressiva digitalizzazione della società e con l'arrivo delle masse sulla Rete il fenomeno espolde.

  • Nascono i siti che trasemttono video in streaming quali Youtube e si mette la parola fine ai vari 'stili'. L'osservazione anche superficiale di poche decine di incontri e la lettura dei report dai vari siti permettono di verificare quali siano le metodiche funzionanti e quali invece no, quali siano le arti veramente marziali da quelle 'stilistiche' e cioè inefficaci in combattimento.

Sul perché e sul percome le arti stilistiche pure siano inutili in combattimento o quasi è stato ampiamente illustrato su questo Blog e altrove. Qui oggi si invece spiegato donde queste così differenti e astruse scuole marziali avessero avuta origine, e come mai oggi siano fortunatamente superate in modo definitvo nella loro separazione e assolutezza.

Alla obiezione di chi mi domanda sul perché della sopravvivenza di dozzine di stili e anzi con la nascita dei più ridicoli sistemi collage, io rispondo che la morte di qualcuno lascia sempre un cadavere. Puzzolente e ingombrante per lungo tempo. Amen.