venerdì, febbraio 01, 2008

A COSA SERVONO LE ARTI MARZIALI?
Come voi vistatori abbonati a questo bloggaccio ben sapete, un diario-giornale online ha troppo il difetto di ripetere le stesse cose. Al di là della cronaca è ovvio infatti che a furia di parlare di uno stesso argomento le cose sian rifritte, rimpastate 100 volete e in fondo sempre uguali.
Ciò detto e presentateVi le mi scuse, mi accingo a ripetere per l'esima volta a cosa DOVREBBERO servire le AM. Subito prima però ripasso al volo a cosa VENGONO ADIBITE oggidì, e cioè a riempire portafogli di meschini imbroglioni e le serate spente di persone deboli in cerca del sostituo del Padre e della Chiesa archetipali nelle loro spente esistenze. In fondo per AM si spaccia qualuqnue porcata, le peggio sole del cosmo, è normale che i pochi seri ricercatori/allenatori si confandano in mezzo a cotanta rumenta.
Le Arti Marziali vere -rare dunque- servono oggi come oggi a 3 scopi egualmente importanti:
1) dare un fisico sano e robusto, esteticamente accettabile e decente come forza a attributi vari
2) far socializzare e creare nuove amicizie nell'ambiente informale e sano della palestra
3) insegnare a combattere e dare strumenti utili per Difesa Personale (posto dall'inizio che la DP in palestra non la si può apprendere per davvero)
Notare bene: un'arte per essere marziale DEVE insegnare a combattere,e quindi anche i primi due punti vanno visti in questo senso.
Si potrebbe dire che un'arte che voglia dirsi marziale deve come minimo insegnare a combattere; il suo ISO 9000 lo riceve solo se è basata su sparring non collaborativo con partner esperti + agonismo, l'ho ridetto un trilione di volte. In caso contrario, con tutta le eventuali buona volontà e fede dell'insegnante di turno, l'arte NON è marziale ma qualcos'altro. Il pericolo dell 'Setta di illuminati' è ben concreto, quello dell'inutilità ai fini del combattimento garantito.
Un uomo adulto dovrebbe abbandonare i miti infantili del Maestro Invincibile, dei colpi segreti, della scuola di Hokuto etc., e scegliere deliberatamente di misurare se stesso e i propri limiti al fine di trascenderli, divertendosi anche nel processo.
La palestra non è un asilo per bimboni quarantenni ma un sano luogo di addestramento e socialità, e se mancano queste caratteristiche la si fugga.
Là, sul ring o materassina, ci sono soltanto le nostre paure, ataviche o personali. Ogni volta che saliamo su quel quadrato incontriamo noi stessi, sempre e solo noi stessi. Ci conosciamo, ci vediamo per quel poco che siamo e la Victoria che conseguiamo è quella sui nostri limiti. Come dice sempre Federico chi lotta -per quanto campione sia- perde. Io chioso con le parole del M° Leo Vieira: "ringraziando Dio ho perso così tante volte", cioè perso tentando di vincere.
Mi ripeto, lo so, è un mio difetto ma...repetita adiuvant!

giovedì, gennaio 31, 2008


LE INCREDIBILI ARTI MARZIALI
NON SPORTIVE PERCHE' 'MORTALI'
Courtesy dell amico bjjista sassuolese Pejo, ritroviamo i mattachioni svela-buffoni della serie video Martial Arts from Hell.
Posto qui un altra loro pregevolissima opera, che fa davvero scompisciare dal ridere, anche se ci sarebbe da piangere, dato che son tutte cose stravere.

martedì, gennaio 29, 2008

ITALIAN CONNECTION ALLA GRANDE
AGLI EUROPEI DI BJJ

Ancora non so il medagliere con precisione, ma sono metalli pesanti i nostri. Mezzokg oro nelle viola, Fede argento in finale vs Canudo nelle nere-master, Sandrino argento nelle marroni meiodpesado, Iuliano bronzo e tanti altri.

Nel tripudio generale vi segnalo una delle più importanti vittoria della storia del BJJ puramente italiano, la strasplendida ganzata del "Pittbull" milanese Andrea Baggio, oro nel durissimo torneo delle marroni master Il suggello di questa vittoria storica è stata la cintura nera presa sul podio.

Onore e gloria a questo bravo ragazzo dal sangue caldo, lottatore stoico e maestro raffinato del nostro amato jiu-jitsu. il Mundial ti aspetta, Andè, daje!



I GIAPPONESI CERCANO DI ORGANIZZARE
L'EREDE DEL PRIDE E RIPARTONO DA
LA FAMIGLIA GRACIE
Dopo l'operazione monopolista che ha visto l'UFC ammazzare il PRIDE (accordo tra Yakuza e Mafia spaghetti), i prodi samurai nippponici cercano disperatamente di riportare il boccino delle MMA in patria.
E' fresca la notizia che una nuova sigla, la World Victory Road, si affaccia al mondo professionistico con intenzioni bellicose. Industriali jap si uniscono per ripigliarsi lo scettro di questo sport, e 11 anni dopo il PRIDE inventato per battere i Gracie, adesso ci risiamo.
Mi sembra evidente che i giappi sentano davvero ancora come emorragia culturale grave che dei gaijin si siano appropriati della loro 'arte Ju' e che non intendano desistere dal riprendersi quello che considerano roba sua. L'olipionico di Judo Yoshida verrà opposto a Roger Gracie il 5 Marzo in questa infinita ricerca del tempo perduto. E' chiaro che in jappolandia MMA fa rima con Ju e dunque si ripropone la sfida tra l'alfiere nazionale e il titolatissimo fenomeno della famiglia 'spudorata'.
Se non fossero così maledettamente bravi e seri 'sti giallognoli, ci verrebbe quasi da compatirli, e invece non ci resta che ammirarli e tifare per loro, affinchè il centro delle moderne MMA ritorni lì, dove la gente s'intende di questi sport e ammira il valore guerriero.

venerdì, gennaio 25, 2008


UNA SPIEGAZIONE SCIENTIFICA-O QUASI-DELL’EFFICACIA DEL BJJ
Mi sono fatto il sedere quadrato per apprendere il BJJ in questi anni, affrontando mille perigli per diffonderlo a Firenze e in Italia.

Credo di aver già scritto un centinaio di articoli, e tradotti dozzine, per spiegare le ragioni dell’alta efficienza del Brazilian Jiu-Jitsu in combattimento.

Mi pare di aver sottolineato almeno un biliardino di volte che il combattimento totale è composto di tecniche di percussione e di grappling, e di averne motivato allo sfinimento il perché.

Ho delucidato i neofiti sull’essenziale importanza dell’agonismo, del randori quotidiano in palestra e della preparazione fisica di tipo agonistico.

Ho contribuito a dissipare i dubbi che sorgono sulla parentela del BJJ col Judo, il cosiddetto Ju Jutsu ‘tradizionale’ e altri stili basati sul corpo a corpo, nipponici o meno.

Mi sono prodigato per l’adozione anche da parte di altre AM/SdC di alcune metodiche tipiche del BJJ, in quanto molto produttive per codeste arti pur così diverse nei metodi e nei fini, e dimostrando sempre in prima persona il perché.

Sono stato ben criticato per aver del BJJ mostrato i naturali limiti e empasse tecniche, dal basso della mia modesta persona.

Ho dato mediaticamente il sangue su internet per far avere alle MMA il riconoscimento che meritano, e così ai suoi professionisti.

Insomma, qualcosina ho detto e fatto sul BJJ e argomenti correlati, no? Ora però vorrei tornare alla fonte, ai Gracie e alla loro snobistica grandezza.
Mi riferisco alla prima e seconda generazione di questa famiglia, a Carlos ed Helio, fino a Carlson, al BJJ vecchia maniera.

Questi signori hanno permesso che il mondo venisse a contatto con una mentalità e tecnica marziale molto peculiare, emerse da una particolarissima serie di circostanze irripetibili.
Oggigiorno si è giunti alla totale demistificazione –potenziale almeno- delle arti marziali solo tramite le MMA, cioè la verifica sperimentale delle asserzioni in campo marziale. E lo dobbiamo solo ai Gracie, alla loro abilità e avidità di successo, senza le quali il vicolo cieco in cui erano finite le arti sarebbe ancora più orbo.

Per capire la validità o meno di qualcosa si deve per forza testarla, e farlo in maniera ripetuta e analitica. Le MMA stanno alle AM come Galielo Galieli sta alla storia del pensiero scientifico. Dunque, con la diffusione di internet i miti marziali si sono infranti e nonostante le ‘vecchie’ arti inefficaci siamo ancora tutte lì, la misura dell’efficacia in combattimento per fortuna non appartiene più alla cinematografia o ai racconti da spogliatoio.

La relazione è perciò questa: Gracie = nuova era delle AM/SdC, senza di loro e della loro arte nulla sarebbe stato uguale. Al di là della simpatia che si possa provare o meno per gli esponenti di questa famiglia brasiliana e per il BJJ in sé, i dati sono inoppugnabili.

Chi faccia un passo indietro con la storia si può domandare come facessero ‘sti Gracie a imporre così tanto la loro arte su esponenti pur fortissimi di stili efficaci, oggi anch’essi parte delle MMA. In fondo anche il sottoscritto sa benissimo come sia difficile aver a che fare con un forte pugile o wrestler, e l’ha detto tante di quelle volte..! Ebbene, bisogna considerare un assunto teorico del BJJ oggi un po’ sottovalutato: “Il 90% dei combattimenti finisce al suolo!”
Molti, incoraggiati anche dall’ottima “rimonta” degli striker nei circuiti principali di MMA considerano questo teorema una semplice boutade propagandistica dei Gracie sulle sottomissioni etc. Il fatto è che questa asserzione va riformulata e meglio spiegata. Io direi: “ Il 90% dei combattimenti vede uno dei contendenti arrendersi o andare KO una volta toccato il pavimento, per via di una spinta, colpo, caduta involontaria o proiezione”. Quindi il BJJ osserva semplicemente che, eccetto quegli scontri in cui entrambi rimangono in piedi e si allontanano, tutti gli altri match finiscono come tempo a terra. Anche un KO su diretto dx vede il malcapitato andare ‘per le terre’, è superovvio.

Posto che nel caso di un’aggressione in strada il primo colpo spetta all’attaccante, è stato statisticamente osservato che, complici tutti gli ostacoli del terreno, anche forti striker durante le risse vanno al suolo contro la loro volontà. Ad ancora maggior ragione una persona media, priva di strabilianti doti atletiche e di pugno fulminante, avrà moltissime possibilità di vedersi ruzzolato per terra in una rissa.
Partendo da queste semplici statistiche, si capirà presto che per quanto ogni scontro inizi in piedi, la sua fase più delicata sarà dopo, al suolo. Concentrandosi su quell’aspetto i Gracie memori di Maeda poterono così specializzarsi in quella dimensione dello scontro che più di tutte consente di cogliere la vittoria, per via della sua maggiore rilevanza, che ciò piaccia o meno.

Io penso che Carlos Gracie, il vero fondatore del BJJ, si fosse reso conto dell’importanza assoluta della Forza di Gravità e si fosse anche messo a fare e osservare centinaia di risse. La mentalità e la tecnica che Maeda gli trasmise lui le portò al massimo grado di efficacia, le rinnovò e traghettò migliorate al nuovo secolo.

Faccio notare una cosa IMPORTANTISSIMA. Il BJJ ha un arsenale piuttosto povero di proiezioni, prediligendo un mix di Judo-base e tuffi sulle gambe di stampo liberistico. In uno scontro MMA l’avversario avrà sempre e cmq la tecnica per difendere gli atterramenti, e se li aspetterà anche, ma in uno scontro da strada la prima opzione resta sempre la fuga, dunque a parte ciò i casi sono 2:
1) sono finito a terra comunque, per superiore abilità del nemico , errore etc.
2) l’avversario mi carica con i colpi

Nel secondo caso tutto avviene rapidissimamente, ed è l’avversario a scegliere il tempo, perché se ne abbiamo l’occasione fuggiamo e non stiamo a scambiare con lui. Al momento che l’aggressore ha scagliato un colpo possono avvenire solo 3 cose:
a) mi colpisce e vado al suolo, quindi sono al caso 2 di cui sopra
b) non mi colpisce per nulla e posso fuggire (1 opzione sempre)
c) ho un millisecondo per scagliare un colpo di sbarramento o abbozzare una parata efficace.

La maggior parte delle AM sceglie di concentrasi su una improbabile reazione di striking dopo un colpo ricevuto, ma ciò –seppur interessante- è come abbiamo visto statisticamente poco utile in caso di scontro reale con avversario più potente e aggressivo.

La situazione C è quella in cui il nemico si sbilanciato in avanti, con un vero affondo deciso. A quel punto un praticante di BJJ sfrutta ampiamente la sua energia cinetica per colpire/parare e prenderlo alle gambe o in cintura-base e trascinarlo letteralmente al suolo. Qui sarà imperativo concentrarsi sulla gerarchia di posizionamento, già descritta 1000 volte. Ricordo che lottare al suolo è un’abilità strettamente tecnica perché usa stimoli e catene cinetiche del tutto diverse da quelli della stazione eretta, un praticante di BJJ sarà cioè mille volte avvantaggiato rispetto al suo non-edotto nemico (molto di più di qualunque striker in una rissa) e lo svantaggio in termini di massa muscolare e forza si sentirà assai meno.

Letto così il Teorema del 90% appare inattaccabile. Il BJJ è un’arte marziale efficientissima, provata in tutti i contesti di scontro reale, ed una delle poche che adotta una strategia davvero innovativa rispetto al panorma degli stili sul mercato. Ciò non toglie che abbia i suoi limiti e che questi debbano essere eventualmente superati rivolgendosi a quelle arti funzionali le quali si sono specializzate nelle altre fasi del combattimento, cioè in pratica facendo MMA: imparare le Magic Four in contesti specializzati, con coach e sparring partner specialisti per poi unire e trascendere tutte le modalità.


INTANTO IN RUSSIA..
Mentre da noi va in onda la centomiliardesima replica dello 'spettacolo' della distruzione della Patria, la Santa Madre Russia risorge.
Lo Zar Putin si pone come uno uomo di stato vero al mondo, non semplice lacché dei Poteri Oscuri, e continua la sua opera di ri-virilizzazione del paese.
Non appare quindi strano lì che un altro Maestro di Arti Marziali e combattente inveterato assurga prima allo scranno parlamentare, agli onori di governo poi.
Vasilji Shestakov è da ora il responsabile del Centro Nazionale per l'Informazione in Russia.
Shestakov era il maestro di Judo di Putin, suo sodale di sofferenze sportive e morali negli agoni che videro lo Zar atleta e lottatore di buon livello.
I paragoni coi nostri politicanti, mostri deformi, ciccioni ributtanti e amebe sghembe per favore non ne facciamo, stavolta.
Italia affonda, Russia rinasce.

martedì, gennaio 22, 2008


TIFO A SENSO UNICO:
TITO ORTIZ AFFRONTERA' LYOTO MACHIDA
Il 24 Maggio, uno scontro che mi vedrà come non mai tutto sbilanciato per un combattente.
Tito è l'odioso per eccellenza, il chico latino sbruffone e con atteggiamenti da gangster col peggio degli USA e dell'America Latina.
Lyoto è il mio preferito, già lo sapete, brasiliano e simpatico, stiloso e contegnoso, l'avversario totale per il bruttissimo a vedersi Ortiz.
Nella serata che proporrà un altro scontro epico, BJ Penn contro l'antipaticissimo Sean Skerk l'UFC mi regala l'occasione di fare un tifo calcistico, gufando a tutto spiano e augurando al gradasso analfabeta Ortiz un KO di omeriche proporzioni ma solo dopo 2 round di annichilimento totale e sanguinolento.
Fonte: Sherdog.com

UN SOGNO CHE DIVENTA VISIBILE REALTA'

Se mi chiedessero:
"Mario, qual'è per te la vita da sogno? Se potessi, quale sarebbe il lavoro migliore e davvero gratificante da fare? In che modo lo vedi realizzato al massimo?"

Io risponderei che per certe nature umane l'unica vita davvero che valga la pena di essere vissuta è quella che la natura intima di certi uomini la realizza in pieno, essere cioè guerrieri di professione. Visto che la guerra moderna, coi gas e le bombe da 5000 mt. è vile et codarda, rimane l'unica opzione del combattente di professione. Per il sottoscritto, ben lo sapete, il vero combattente oggidì è quello di MMA, colui che allena tutte le modalità funzionali e le trascende, il vero artista marziale.

Vita da sogno è realizzare se stessi, crescere ogni giorno all'interno della propria vocazione e per un combattente stare a una scrivania non lo gratificherà mai al 100%, sprecando in un certo modo (in parte almeno) la sua venuta su questo mondo.

Di questi tempi fare il combattente è davvero difficile, specie per gli italiani, e permettersi una bella vita -non la grama china del buttafuori/palestricolo con le pezze al culo- risulta per tutti un sogno. Nle video c'è chi ce l'ha fatta: Alessio Sakara, unico connazionale passato al VERO professionismo con la sua entrata all' American Top Team. Alessione core de Roma merita con tutto il cuore questa chance, è un bravo ragazzo e un duro del ring, gli auguro tutto il bene del mondo.

Il video che vado a postare è girato per l'appunto all'ATT. Mostra in pratica una location straordinaria, una palestra di pro che si allenano seguitissimi, col massimo impegno e con i mezzi economici che meritano (seppur ancora troppo lontani da certi altri sportivi).

Vedere questi ragazzi incredibili stare insieme a sudare, imparare mille cose ogni giorno nello splendore della vita del combattente, mi commuove profondamente. Guardo loro e penso che quella meravigliosa sala, quella congrega di fighters, quegli allenatori -e quei contratti in tasca -sono il vero sogno che avrei voluto vivere io.

A chi menziona le asprezze e umane ingiustizie di quell'ambiente io rispondo che le bassezze e le miserie squallide di tutti gli ambienti professionali plebei e borghesi sono milioni di volte peggiori. Stare a spalare ferro in fabbrica o a leccare culi in ufficio ha tutti gli orrori del professionismo MMA moltiplicato per X volte, senza nessun vantaggio ai miei occhi. Le professioni contemporanee ti rubano l'anima, giorno dopo giorno se sei un borghese, figuriamoci un combattente dentro!

http://it.youtube.com/watch?v=JyCv4mm6CBc&eurl=http://www.americantopteam.com/news_detail.php?NewsArticleID=380

lunedì, gennaio 21, 2008


ANCORA UNA VOLTA:
ESSERE GROSSI CONTA TANTO, TANTISSIMO
MA ..NON BASTA !
Ci sono cose che ti lasciano stupefatto.
Tipo leggere commenti deliranti sul fatto che scrivendo una considerazione banale "essere grossi conta ma non è tutto" io negherei l'importanza fondamentale della stazza durante uno scontro fisico.
Se qualcheduno è incapace di leggere in italiano fino a 'sti livelli ciò mi dispiace, per lui dico. Per quanto si possa semplificare un argomento, ci saranno sempre dei mongoloidi inabili a capire persino il titolo..
Per i miei amici, conoscenti o semplici surfisti occasionali su questo Blog, mi dedico a ribadire:
quando due si menano E' LEGGE DI NATURA CHE MEDIAMENTE PREVALGA IL PIU' GROSSO
L'è chiaro o no? Bestia grande sbrana bestia piccola, si sa.
Però.
Un pitbull di 20 kg un labrador di 40 (doppio) se lo mangia per benino.
Una tigre di un quintale ammazza un bufalo di una tonnellata (dieci volte).
Un virus di pochi micron stermina una popolazione intera, se è per questo!
Dunque, o lettori distratti, essere grossi conta ma non è tutto.
Il semplice peso non assicura la vittoria, ognuno di noi ha notato questa realtà nel regno animale, e tra gli uomini è ancora più vero.
L'efficacia dei sistemi di arti marziali si verifica nello scontro reale, ma dato che le risse comuni non rispondono a criteri di verificabilità e riproducibilità, solo lo scontro 'reale' ma da ring/tatami ha un senso statistico. Nulla di più ampio in termini di regolamento è concepibile del free-fight, dunque esso è il metro statistico delle AM per eccellenza.
E' importante notare come il Vale Tudo(MMA) vada inteso sempre SIA come sport SIA come umana attività volta a verificare le affermazioni in campo marziale. Dunque, 15 anni di MMA in tutto il mondo ci danno abbastanza materiale statistico, insieme a molti altri dati, per verificare che: il peso è fondamentale nello scontro aperto ma non è tutto.
Dunque, presi due uomini di eguale peso ed esperienza agonistica si può affermare che il più pesante probabilmente vincerà; ma si può anche affermare che messi di fronte un cittadino medio privo di esperienza agonistica a contatto pieno e un campione di MMA professionista il secondo vincera quasi certamente, anche se nettamente più leggero. Il risultato è che un culturista di 100 kg viene usato come punchingball e devastato da un valetudista di 70 ben addestrato.
Si ritorna al discorso inziale.
Essere grossi aiuta, è tanto importante, ma NON basta. Si può anzi affermare che un ciccione sedentario di 120 kg di lonze sarà usato per pulire il pavimento dal campione mondiale di MMA del peso di 60kg: la metà esatta.
La differenza la fa la preparazione in arti da combattimento funzionali unita all'esperienza del ring. Tutto ciò dati alla mano. Un uomo grosso ma inseperto ne piglia statisticamente da uno esperto e leggero.
Via via che il differenziale di 'tecnica' (esperienza, addestramento etc.) si riduce, aumenta COM'E' OVVIO l'importanza della massa muscolare. Non esiste nessuna certezza però che il grosso addestrato batta sempre e comunque il piccolo addestrato, e nel vecchio post ho circostanziato l'affermazione con diversi video inconfutabili.
Nemmeno quando il Grosso è pure un campionissimo, una stella dello sport in questione si può dire che vincerà un piccolo co-campione.
Nel video che segue si vede il mitico e fantasticissimo Leo Vieira dare una lezione di Submission al pur sempre grandissimo Mark Kerr.
All'epoca Mark era in massima auge..e pure 120 kg. Accanto a lui Leo sembra un bimbo, eppure..eppur SI MUOVE!

martedì, gennaio 15, 2008


Quote del giorno:
"Interiormente sii libero da ogni speranza e desiderio, ma esteriormente fa' ciò che va fatto.
Senza speranza nel cuore, vivi come se fossi pieno di speranze. Vivi col cuore ora freddo e ora caldo, come chiunque altro. Interiormente rinuncia all'idea "lo faccio io", tuttavia esteriormente impegnati in tutte le attività.
Questo è il modo di vivere nel mondo, completamente esente dalla minima traccia di ego."
Maharamayana

venerdì, gennaio 04, 2008


JITSUKA di TEAM CENTURION OVUNQUE !

Scorrazzando per il Tubo ho clamorosamente scoperto l'ennesimo mio allievo (in attività o ex) che si fa ganzo con le cose "mie" ma senza citarmi.

Qui un Professor professionista di Capoeira impiega il Jiu-Jitsu centurionico a manetta in una roda un po'..'sgarzolina.

Pedrinho,ragazzaccio!Mai che tu passi a salutare il tuo insegnante di BJJ, sempre a caccia di gonnelle!

http://youtube.com/watch?v=q-G8J6oxggs



IL GIOVANE DRAGO SUGLI ALLORI
Lyoto Machida doveva chiamarsi Ryuta, cioè drago in giapponese. Il padre nipponico fu però convinto dalla moglie che i brasiliani avrebbero confuso il pargolo con una femminuccia per via di quella vocale in finale.
Forse fu per questo che il destino virile di Lyo fu segnato, e divenne un eccezionale combattente. Cresciuto a pane e arti marziali dal babbo sensei di Shotokan Karate il ragazzo si tramutò nel miglior LHW oggi al mondo. All' UFC 79 ha con mia grande soddisfazione fatto vedere i sorci verdi al titanico judoka africano del Team Quest, Tierry (nonché finalizzandolo al suolo con un kata-gatame), e da imbattuto prenotandosi ad alta voce per il titolo oggi nelle mani di Quinton 'Rampage' Jackson.
Lyoto sta mostrando al mondo un meraviglioso modo di interpretare le MMA nel rispetto della tradizione marziale. Addestrato come tutti i pro nelle "magic 4", Lyoto vanta una nera di BJJ e uno striking pulitissimo. Dal lascito paterno ha però trattenuto quella serietà e contegno tipici dell'eredità orientale, ponendosi come un mixed-martial-artist nella tecnica e nel fisico ma con la sobrietà e le altre caratteristiche positive di solito imputate alla dura legge del Dojo.
In febbrile attesa che questo favoloso lottatore detronizzi l'odioso detentore attuale e sia campione insieme ad Anderson Silva e Minotauro (:tra poco), mostrando che il Brasil-e ancora è la Mecca delle MMA, gli invio tutto il mio sincero rispetto e ammirazione.

mercoledì, gennaio 02, 2008


ESSERE GROSSI CONTA ?
Si, conta. Conta tantissimo in senso assoluto, mica siamo a Fantasilandia, con le leggende marziali del vecchietto cinese che butta giù il Campione col mignolino. Conta a bestia, però non è tutto, anzi.
Posto qui il recentissimo match professionistico che ha visto il Campione del Mondo di MMA, il russo Fedor Emelianenko contrapposto al kickboxer corerano Choi. Nel video si vedrà un Fedor grande nemmeno la metà del gigantesco picchiatore asiatico ma.. http://youtube.com/watch?v=P3QzX1ZadJM&feature=related
Ciò detto e mostrato, voglio ricordare che Fedor ha una forma atletica stratosferica e una forma mentis incredibile, creata in una vita di combattimento sportivo e militare (ex gruppi speciali URSS); quindi si potrà giudicare da soli.
Poi ecco un altro video famoso, lo scontro -sempre totale- tra il M° Royce Gracie e il più celebrato sumotori di tutti i tempi, Akebono. Qui il divario è addirittura da film a cartoni animati, vista la mole infinita del Jap e la taglia magrolina (qui siamo senza davvero forma atletica di rilievo) del guerriero brasiliano di Jiu-Jitsu. http://youtube.com/watch?v=_Z3XgEKCVTk
Attenzione s non malgiudicare! Il Sumo è uno sport professionistico, e Akebono, seppur grasso, oltre che veloce è un atleta in grado di piegare i ferri da cavallo con una mano..
Segue un altro incontro famoso.
Questa volta il grOsso il grAsso non sa nemmeno cosa sia, si tratta del fenomenale lottatore olimpico USA Dan Severn contro di nuovo Royce Gracie (80 kg moscetti). Severn aveva studiato attentamente il sistema dei Gracie ed era quindi pure avvisato, oltre che sui 120 kg definito... http://youtube.com/watch?v=tgahDezNBqA&feature=related
Segnalo questi video con il preciso intento di sfatare un alter-mito, cioè un mito anti/mito, quello del GROSSONE che batte il combattente addestrato. Come si vede un semplice divario di taglia, anche se di molto utile, non può bastare. L'importante però è ricordare che non basta contro dei veri combattenti, quelli che si menano sul serio in palestra e sui tatami/ring ed esercitano arti funzionali, testae in ogni contesto.
Contro i 'marzialisti' delle arti morte, senza sparring e gare, di solito il muratore incacchiato vince a mani (callose) basse, ricordo ancora una volta.

sabato, dicembre 29, 2007


GAMA, LA LOTTA E NOI

A volte è terrficante fare pargoni, mettersi allo specchio e vedersi come relamente si è. Ero partito per scrivere un post edificante, di quelli ottimistici che scaldano el corazòn ma poi mi è preso un po' di magone.

Ho ripensato a Gama, alla Tradizione della Lotta Marziale e il confronto con la nostra Italia pallonara/velinara etc mi ha dato il voltastomaco.

Come dite? Non sapete chi era 'sto Gama?
I suoi contemporanei dell'inziio '900 descrissero il lottatore hindu Gama come "il Dio della Lotta incarnato", ed egli vendicò l'onore della sua Patria anninentando i rappresentanti dell'odioso impero mercantile schiavista britannico oppressore. Per saperne di più di questo impareggiabile campione date una leggiucchiata qui o su internet in generale:
http://ejmas.com/jalt/jaltart_noble_0502.htm
Uomini come Gama, il Lottatore Sacro, forse non esitono quasi più.

Quasi.
Infatti in India ancora qualcuno parzialmente esiste. Sono gli ultimi rimasti, i custodi di una fiamma che si sta spengendo anche lì. Accendete le casse e ascoltate Guru-Ji sul più bel video di you Tube mai visto:

http://www.youtube.com/watch?v=TcXUwGE2je8

Personalmente ho visto in questa clip la materializzazione di quello che ho sempre sognato.

In questo documentario osserviamo il pedagogo che impartisce ai suoi discepoli una formazione psico-fisica completa; la palestra come tempio e casa, l'incredibile tecnica e preparazione atletica (incontri che durano 3 ore..), il cameratismo sincero e una schiatta di bellissimi giovani dediti solo alla regola della Lotta: sii vincente ma soltanto con onore.
Ripeto. tutto ciò che IO ho sempre sognato è lì. Lingua a parte, abbiamo di fronte a noi una vera e propria palaystra dell'antichità greco-romana, un meraviglioso luogo di educazione della gioventù ai valori virili e luminosi, un portale per qualcosa di stupendo e solare che abbiamo conosciuto forse in un'altra dimensione non-fisica dell'esistenza, identico nei dettagli più minuti al lugo di crescita morale e 'testicolare' che calcarono Platone, Pericle, Augusto o Aureliano.

Che Dio ti benedica Guru-ji, che la luce di Shiva ti carezzi sempre, che il canto di Ganesh allieti le tue orecchie per migliaia di kalpa, che il sorriso del tuo protettore Hanumann sempre sia con te, namaste.



PAROLE D'ETERNO ORGOGLIO ITALICO
« Exaudi, regina tui pulcherrima mundi, inter sidereos, Roma, recepta polos; exaudi, genetrix hominum genetrixque deorum: Non procul a caelo per tua templa sumus.
Te canimus semperque, sinent dum fata, canemus: Sospes nemo potest immemor esse tui. Obruerint citius scelerata oblivia solem quam tuus e nostro corde recedat honos.
Nam solis radiis aequalia munera tendis, qua circumfusus fluctuat Oceanus; volitur ipse tibi, qui continet omnia, Phoebus eque tuis ortos in tua condit equos.
Te non flammigeris Libye tardavit arenis; non armata suo reppulit ursa gelu: Quantum vitalis natura tetendit in axes, tantum virtuti pervia terrae tuae.
Fecisti patriam diversis gentibus unam; profuit iniustis te dominante capi; dumque offers victis proprii consortia iuris, Urbem fecisti, quod prius orbis erat. »

(trad.IT)
« Del tuo mondo bellissima regina, o Roma, ascolta; o Roma, nell’empireo ciel accolta madre, non pur degli uomini ma d’ celesti.
Noi siam presso al cielo per i templi tuoi.
Ore te, quindi cantisi sempre, finché si viva; dimenticarti e vivere chi mai potrebbe, o diva? Prima del sole negli uomini vanisca ogni memoria, che il ricordo, nel cuor, della tua gloria.
Già, come il sol risplendere per tutto, ognor, tu sai.
Dovunque il vasto Oceano ondeggia, ivi tu vai. Febo che tutto domina si volge a te: da sponde romane muove, e nel tuo mar s’asconde.
Co’ suoi deserti Libia non t’arrestò la corsa; non ti respinse il gelido vallo che cinge l’Orsa; quanto paese agli uomini vital, Natura diede, tanta è la terra che pugnar ti vede.
Desti una patria ai popoli dispersi in cento luoghi: furon ventura ai barbari le tue vittorie e i gioghi; ché del tuo diritto ai sudditi mentre il consorzio appresti, di tutto il mondo una città facesti. »
Claudio Rutilio Namaziano
DE REDITU SUO, libro primo

mercoledì, dicembre 26, 2007


LA VERA STORIA DI UN EROE RUSSO

Fedor Emelianenko è probabilmente il miglior combattente globale mai esistito.

Col peso e la taglia di un mediomassimo, Fedor ha imposto la sua legge ovunque e imbattuto regna incontrastato sul trono delle MMA intercontinentali.

In occasione della recente camarilla messa su dall'UFC per spodestare Fedor in favore di Randy Couture, Sherdog ha pubblicato un bellisimo articolo su questo meraviglioso atleta.

Al di là delle asprezze che quest'uomo dovette attraversare per riuscire nello sport, a cominciare dal reperire il cibo, nell'intervista si coglie tutta la dimensione etica di Fedor. Si viene a sapere per esempio che nella sua cittadina d'origine lui continua a vivere semplicemente e che tutti lo stimano alla follia per la sua umiltà mantenuta nonostante la fama.

Fa venire i brividi leggere quanto afferma sul suo arruolamento nella durissima naja russa:
"Io avevo ovviamente il desiderio di arruolarmi..Mi scalda il cuore ripensarci: mi fece crescere dentro; entrai ragazzo e ne uscii uomo".

L'UFC ha giocato sporco con il campione, ma lui non ha accettato gli sporchi ricatti, tipo quello di non poter gareggiare nel Sambo, lo sport che anche Putin ha praticato, Fedor ricorda. Adesso il Re entra in un'organizzazione di MMA nuova di zecca, speriamo bene, il mondo ha bisogno di lui.

L'incredibile storia di questo gigante interiore è avvincente, ma soprattutto inorgoglisce tutti i russi (e fa sospirare gli altri) quando Fedor dice:
"Quando entro nel ring non scordo mai che sto combattendo per l'onore della mia patria, città e club".

Link:http://www.sherdog.com/news/articles.asp?n_id=10538&my_page=1



Quote del giorno:

"L'ignoranza è la mancanza di discriminazione fra il permanente e l'impermanente, tra il puro e e l'impuro, tra la felicità e la sofferenza, tra ciò che è in tuo potere e ciò che non lo è."
Patañjali, «Yogasûtra»
II, 5

sabato, dicembre 08, 2007


INDIA, MADRE DELLE ARTI MARZIALI

Posto alcuni video che fanno il paio con l'articolo sulla Lotta hindu che sta sul sito mio.

Il primo è fantastico, secondo me!
Un meravigliso Ahara, una palestra-tempio votata al Dio Hanumann, divinità guerriera, laddove tutto è identico a ciò che 2000 anni fa portarono i soldati macedoni di Alessandro. Non apparirà strano che anche in India 'combattente' fa rima con lottatore..

http://www.youtube.com/watch?v=XOWL3hXWHnQ&feature=related

Questo dimostra senza ombra di dubbio da dove vengono gli stili 'lunghi' cinesi tipo Shaolin (se mai ce ne fosse ancora bisogno):

http://www.youtube.com/watch?v=MqlN-6zQzw8&feature=related

E poi uno sulla versione a tinta islamica, transitata in Iran, specifico sulla rotazione di clave. Gli americani ora fanno un gran puzzo e dicono di aver "inventato" questo attrezzo che, guarda un po', invece è da sempre l'attributo tradizionale del Dio ERCOLE, Re dei lottatori nostrani..

http://www.youtube.com/watch?v=pFsQeDFbptc&feature=related

( /colonna sonora ganzissima\ )


domenica, dicembre 02, 2007



Quote del giorno:

"Veritas filia temporis
(La verità è figlia del tempo) "

Aulo Gellio

giovedì, novembre 29, 2007

INTERVISTA A MATTEO MINONZIO

Su http://www.fightordie.it/ e si parla anche di noi e dei suoi allenamenti di BJJ col sottoscritto.

Da leggere e ponderare, visto che è per fortuna assai diretta e neint'affatto politically correct. Buon divertimento!


domenica, novembre 25, 2007


REPORTAGE SEMINARIO CON FEDERICO

Un gran giorno di BJJ sabato a Firenze.
Il nostro seminario autunnale col mestre careca ha avuto un bel successo; tanta gente da fuori che ha dato segno di gradire molto quel che si è fatto sulla materassina della Doyukai.
Peccato per i tanti assenti del team, infortunati e lavoranti; in primavera farò il seminario di domenica, saremo una valanga!
Su mia indicazione il Tisi ha incentrato l'appuntamento su uno dei punti dolenti della maggior parte dei jitsuka, le uscite. E' cosa notoria che la maggior parte di noi ami gingillarsi con astrusi scramble e finalizzazioni da Circo Togni, mentre risulta poco gradito sfondarsi nelle molto prosaiche uscite da sotto le posizioni di dominio.
Debbo dire che ancora una volta Fede ha magistralmente unito simpatia ed efficacia espositiva, sì che tutti hanno avuto il mano strumenti utilissimi in forma conprensibile.
Alla fine lotta di tutti contro tutti; erano mesi che non lottavo col pelataccio e stavolta si è dovuto impegnare. Strangolamenti a parte il mio suzzarese preferito ha dovuto funambolare intorno a me per farmi divertire con una lotta dai contorni (per me) epici. uno mio rimpianto quell'omoplata a cui non ho potuto dire di no dopo trecento triangoli difesi, sigh!
Un bel grazie a tutti i miei ragazzi, al nostro Matteone, a Gianni head e ai viterbesi, a Max e Michele da Massa e all'amico del Seido Karate.

domenica, novembre 18, 2007


REPORTAGE NGT III A SEVESO
Alla fine ce l'abbiamo fatta. Dopo un tortuoso peregrinare per le sperdute plaghe lombarde siamo riusciti a giungere al palazzetto della ridente (..insomma) cittadina lombarda, più nota per il disastro chimico di cui fu vittima.
Io, Matteone Calamandrei, Marco "Santicop" e Marco Longo abbiamo attraversato l'Italia per questo evento, e debbo dire che ne è valsa la pena.
La serata è stata bella e con match interessanti, peccato per alcuni risultati non nelle nostre intenzioni, ma tant'è. Come dice Federico, solo chi lotta vince sempre, dentro.
Santicop continua a inanellare vittorie tutte "100% BJJ".
Il pugile della Golden Glory, Pang ha subito una classicissima strategia da specialisti dell'Arte Suave. Buttato giù, ammorbidito di ginocchiate dalla side, montato con tutta calma e finito con perfetto armbar sullo scadere. Misteriose cadenze da grappler dunque per questo nostro fortissimo thaiboxer pratese: in tanti match non gli ho MAI visto tirare nemmeno un lowkick..!
Il poderoso M° Raspadori e io all'angolo dei suoi bolognesi abbiamo purtroppo dovuto assistere alla loro débacle, ma che spettacolo!
Ivan Bernardoni esalta il piccolo ma esperto pubblico con un incontro da Libro Cuore.
Coraggio incredibile, piglia il salernitano e lo sbatacchia qui e lì come un vero campione di GrecoRomana. Con la forza di 100 uomini riesce a ribaltare varie volte le montade subite, ma gli tocca una discutibile-seppur condivisibile- chiamata arbitrale e, finito in un pericoloso armbar vede l'arbitro chiamarlo out anche se non aveva dato segni di battere. Il ragazzo si è disperato molto, considerando che il tempo era scaduto allora (ma l'arbitro non poteva cmq saperlo) e non ha accetato il verdetto. Ha dato però grande prova di sé e una volta preparato a dovere nel BJJ e nello striking sarà di sicuro un grande di questa categoria.
Matteo Minonzio ha messo su col tedesco un incontro da cardiopalma.
Scambi in piedi, wrestling, ginocchiate, ribaltamenti e tutto l'armamentario del Vale Tudo di qualità per un match da mozzafiato. Finché il nostro eroe felsineo è riuscito a stare con la mente lucida il gioco di BJJ del duro rappresentante dell'Alliance Germany, non ha fruttato. Quando però la tensione nervosa e la fatica han prevalso il nostro è piombato un po' rocambolescamente al suolo, e lì è finita. Il deutch sa lottare davvero, e ha dominato la side, montato e gragnuolato colpi finché non ha infilato il classico mata leao.
Onore all'amico Matteo, ha dato spettacolo e mostrato anche notevoli miglioramenti strategici nel ground fighting, tutto sommato. Con una gestione meno emozionale dei match e un BJJ a punto sarà un vero personaggio di questo sport.
Yasin ha dimostrato coraggio&follia nell'accetare Jenkins come suo avversario, forse un po' troppa follia.
L'aplomb del gallese da 90 match, che stava nel nostro stesso spogliatoio, era incredibile. Questo mostro da gabbia, questo guerriero senza paura, mentre gli altri si caricavano e digrignavano i denti lui , con le sue mani deformate, mangiava pane e salame! Senza nemmeno scaldarsi, in felpa e jeans stava placido a leggere un libro. Quando lo hanno chiamato si è messo la roba da solo (non ha angolo) e ha atteso il teso Yasin passeggiando pigrmente per il palazzetto..
L'irruenza del forte turco non ha turbato Paul che lo ha aspettato, e dalla guardia finalizzato con un triangolo costruito con maestria superba in pochi secondi. Sceso dal ring, tranquillo come venisse giù dal tram, gli ho fatto i complimenti per il suo BJJ e lui, sorridendo ha scherzato "Si, l'ho imparato un pochino proprio stasera".
Belli anche tutti gli altri altri match, serata da ricordare. Faccio notare che TUTTI gli incontri sono finiti per finalizzazione, tutti. Forse sarebbe l'ora di ricominciare a fare del vero BJJ classico, col kimono e tutto, noooooooooo?

lunedì, novembre 12, 2007


SABATO A MILANO PER IL NGT
In via di organizzazione la trasferta meneghina.
Al NGT il 17 tirano quattro mie conoscenze, e vorrei esserci di sicuro.
Massimi:
Matteo Minonzio ritrova il ring; sono emozionato per questo amico e neoallievo di BJJ, il mio cuore sarà al centro del quadrato in questo match.
-65 Kg: Ivan Bernardoni vs Ciro Ruotolo (Team Olegario).
Il simpatico e 'pazzissimo' grecoromanista bolognese, stessa team di Minonzio, si "lancia" in un vale tudo senza in pratica avere nemmeno idea di cosa sia; l'altra sera da me ha visto per la prima volta in vita sua un armlock e il BJJ per la seconda!
-77 kg: Marco Santi (Ded MMA/Santi team) vs Iwan Pang (Golden Glory-Holland)
Avversario di temibile provenienza, e match importante per la carriera di Marco questo. Abbiamo lottato insieme venerdì e il pratese nostro è in forma, come sempre del resto. Prevedo guerra.
-84 kg: Yasin Mengulluoglu (Team Drake-Germany-) vs Paul Jenkins (UK)
Il turco è un maestro di WT e lo conobbi ai vecchi tempi della EBMAS. Trovo la sua pregevole carriera nelle MMA un vero tesoro, per i praticanti di questa mia ex disciplina, visto che lui è in pratica l'unico rappresentante di questo stile che abbia il fegato di combattere, pur preprandosi ANCHE nella Thai, nel BJJ etc.

mercoledì, novembre 07, 2007

REPORTAGE TORINO

La truppa centuriata è reduce dalla trasferta subalpina.

Con tanto di figli, mogliere e masserizie varie, quattro di noi eroici giugizzari sono arrivati in ordine sparso sabato pomeriggio alla palestra di Freddy. Lì ci aspettava il mitico "Carcarà", che mi ha subito conquistato. Bianco, elegante e dotato di un fluent english (rara cosa nei brasiliani), messer Braulio da Recife ha tenuto un interessante seminario sulla difesa da passaggio di guardia a schiacciare, denso di utilissimi e ingalluzzenti colpi tra i suoi preferiti da quella posizione.

Il finale è stato una bella lotta di Braulio vs Tutti, e lì el menino ha dato la sua miglior prova della sua proverbiale guardia impassabile. Io sono stato, tanto per la cronaca, finalizzato di strangolamento col bavero proprio per essermi totalmente assorto nella sua jungla di sbarramenti delle sue kilometriche gambe: ma come 'zz fa a essere un medio-massimo quello??

La domenica l'Open di JJ.

Bella gara organizzata per la seconda volta dall'organizzato Freddy Linhares della Gracie Barra Torino, a cui va ancora una volta la mia stima e amicizia. Tutto bene tranne gli arbitraggi di brasiliani in macth con brasiliani coinvolti, ma così è la vita, per ora è la maledizione del BJJ a cui nn si riesce a porre rimedio..
Il livello alto, molte le viola e forti, solo 2 donne. Tanti gli atleti di IC presenti, tra i quali il mostrillo Grigno della Tribe Roma, l'ultimo invincibile jiu-jitsu freak creato dal dott. FrankesTisiNer.Ma vediamo la nostra di gara:
Bianche -82
Stupenda prova del mitico "Ruspa" Carlo Toccaceli, che con 3 mesi di esperienza alle spalle mostra un contegno agonistico impeccabile. Vince alla grande la prima lotta e perde di pochissimo la 2a, solo per quella poca esperienza che non gli fa ricordare sul più bello come farsi dare i punti nel passaggio oramai acquisito.
Da dimenticare invece la gara del Taba (Braccini Francesco) che dopo la sua solita prima ottima lotta (14 a 0) impazzisce, si mette a fare il jj champagne e giustamente si becca un Brabo dal 1/2 guardia che l'artista-tabagista si "dimentica" di difendere!
Blu-88
Stefano "Tortello" Dabizzi a Torino era in ferie col cervello, distratto dalla bella moglie Katia e dal pargolo con gli occhi blu. Le sue 2 lotte -categoria e Assoluto- sono del tutto incommentabili, Stefano: domenica tu non c'eri, passiamo oltre.
Tanta fatica ma lo sport è questo, vivere faticosamente le proprie passioni. Alla prossima.

giovedì, novembre 01, 2007

Quote del giorno:






"Fallacia alia aliam trudit (Un inganno tira l'altro)"
Terenzio

SEMINARIO CON FEDE a FIRENZE
24.11.07
Confermata la presenza dalle nostre parti del Mestre Careca nazionale per il giorno
sabato 24 novembre 2007, ore 10.15
presso la nostra sede centrale corsi, cioè la palestra Doyukai, viale Talenti 108.
Il seminario col Tisi è come nostra tradizione aperto a tutti, lottatori esperti o semplici novizi, Gi o no-Gi (anche se è di molto preferito averlo).
Il costo viaggia, lirapiù lirameno, sui 30 eurini.
Appuntamento il sabato 24 mattina dunque, benvenuti tutti.

UFC 80: CORSA AL TITOLO HW IN CASA BJJ
Nel più feroce scontro "interno" della storia di questa lega, due brasiliani del Jiu-Jitsu si confronteranno all'ultima leva la probabile chance per la corona dei Massimi, "Napao" Gonzaga vs. Fabricio Werdum.
Questi due bisonti carioca insieme rappresentano il maggior livello specifico agonistico globale di una delle singole discipline funzionali mai apparso sul proscenio delle MMA. Due grandissimi fuoriclasse, due titolati campioni mondiali dell' arte suave sono lì a giocarsi le possibilità per il titolo (ben pagato, ricordiamolo sempre) di uomo più pericoloso del mondo.
Non è un caso che siamo due jitsuka do Brazil, e non due jap del Judo o 2 thaiboxer, pugili etc etc.

mercoledì, ottobre 31, 2007


GRAPPLER BATTE QUASI SEMPRE STRIKER: PERCHE'?

Nel XIX secolo l'Associazione Britannica di Lotta (Lotta all'epoca ancora con le finalizzazioni), grazie alla sponsorizzazione di alcuni nobiluomini metteva ogni anno in palio una ricca borsa per qualunque "pugile" avesse resistito 3 minuti con un loro esponente.
Ebbene, la terra patria della Noble Art non vide mai nessuno striker incassare el dinero, e tantomeno nessun pugile -tranne forse un peso massimo titolato- andare seppur lontanamente vicino a riscuotere. Nesuno resse mai 3 minuti, quindi.

Il libro da cui sono tratte le informazioni di cui sopra, "Blue blood on the mat", è solo uno dei tanti documenti storici che testimoniano la totale dominazione dei grappler contro gli striker, per giungere infine all'epoca di Royce Gracie e degli UFC.

La ragione di questa clamorosa superiorità e della sua relativa ignoranza da parte del pubblico sono abbastanza misconosciute nel mondo delle AM-SdC, vediamo di sceverarle.

Punto 1:
il grappler nello scontro con lo striker è avvantaggiatissimo dal punto di vista tattico, fisico e strategico.
E' infatti ovvio che per chiudere la distanza e fare qualcosa all'altro lo striker ricorre alle tecniche di percussione che conosce, ma si trova di fronte un avversario che del chiudere la distanza, a differenza di lui, è un maestro. Quello che dà colpi non ha nessuna idea neppur vaga di come avvicinarsi a chi lo prenderà in presa alle gambe, mentre il grappler si allena tutto il tempo su queste cose. Appare chiaro che lo striker possiede un gioco di gambe più veloce e si muove più rapido sul quadrato, ma dovrà cmq stringere prima o poi, incontrando la chiusura sul tempo dell'avversario.

Fisicamente il grappler è normalmente assai più preparato dello striker, per via della più poderosa forma di addestramento fisico che il grappling impone, sviluppando la spinta e la potenza da angoli sconosciuti allo striker, che emette forza sempre e solo dalla presa sulla pianta dei piedi, mente il lottatore spinge dal collo, dalle spalle etc etc.

Strategicamente il lottatore sa che il 'pugile' puro ha una sola e unica chance di fermarlo, e cioè di metterlo KO al primo colpo, ma sia per la nota difficoltà che ha lo striker di colpire mentre l'altro intende solo chiudere la distanza e lottare, sia per la paura di finira a terra (paura di stare in piedi nessun essere umano ne ha), in un territorio sconosciuto totalmente, egli è enormemente avanti nel pronostico. Una volta al suolo la storia è finita, e mentre il lottatore in ottima forma può incassare qualche colpo nessuno può 'incassare una finalizzazione.

Punto 2:
Lottare è un esercizio molto divertente e più vario del percuotere ma meno 'egoico'. Quando siamo davvero pieni di rabbia chiudiamo il pugno per dare in faccia al responsabile, e questa realtà prevede che l'esercizio del boxare (sui generis) risponda più a certe esigenze di tipo caratteriale, avvicinando più praticanti medi, non edotti sui risultati dello scontro inetrstile, allo striking, che immaginano essere più efficente.

Punto 3:
Osservare un combattimento di grappling e notarne le sottigliezze è più cosa di persone esperte, mentre un bel cross al mento è universale. C'è da aggiungere che per l'obiettivo di una telecamera la Boxe&c. rendono meglio in termini di spettacolarità, vettore ancora di più dunque di convogliamento delle masse verso quelle forma di combattimento.

La rinascita della arti di grappling è merito della famiglia Gracie e della lega UFC.
Senza questa unione, tecnica+spettacolo, le MMA non sarebbero mai nate e ancora si sottilizzerebbe sulla presunta efficacia di certe forme di combattimento piuttosto che altre. Per nostra buona sorte l'era degli stili teorici è kaputt, esiste il metodo sperimentale per dirimere le questioni in campo marziale, e le sorti del combattimento come scienza , figlia della sintesi di grappling e di striking, appaiono sempre più luminose.


TUTTI A TORINO PER IL BJJ OPEN 2007
I virili centurioni sono in partenza alla volta del capoluogo piemontese, gara in vista.
Per l'organizzazione dell'amico Freddy Linhares della GB una due giorni di BJJ; sabato stage col campionissimo Braulio "Carcarà" Estima e domenica si lotta.
Forza e coraggio, Torino arriviamo noi.

lunedì, ottobre 29, 2007


OMAGGIO DOVUTO A TRE COMBATTENTI
Ieri sera alla palestra della Montagnola il grande Luca Peri ha sfidato la logica e le 44 primavere ed è tornato sul quadaro per la rivincita col torinese che in primavera lo vide sconfitto per TKO.
Purtroppo la sorte ria ha visto Luca ancora una volta cedere per infortunio (zigomo sfondato) davanti a un avversario 22 enne e molto forte. Gli atleti come Luca -mammamia com'era tirato!- rendono davvero grandi questi sport, mostrando a tutti quale enorme spinta diano nella vita verso la salute, la forma fisica e il coraggio virile.
Giovedì sera Marco "Crocop" Santi ha vinto per TKO nel Mugello e si è qualificato per le finali del Trofeo Etruria di Pugilato.
Questo spigoloso pratese giramondo è l'atleta più versatile d'Italia, compete nella Submission, nella Boxe e nel Vale Tudo, dopo aver vinto tanto nella Muay Thai e Kickboxing. Per quanto ne sappia io solo lui e IronMike Virginelli hanno questa completezza nel ns paese: bravo Marco.
Brutta sfiga anche per Matteo Minonzio.
Il gigante bolognese piglia la sola dagli inglesi e laggiù trova solo il forfait dell'avversario. So quanto terribile sia per un fighter andare così lontano e non potersi esprimere, dopo settimane di dieta e allenamenti massacranti. A Milano il 17 Matteo dirà la sua, ne sono certo.

giovedì, ottobre 25, 2007

MATTEO VAI E UCCIDI!

Il nostro amico Matteo Minonzio è in partenza per l'Inghilterra, col fido Stefano (Raspadori) all'angolo.

Sulla sua strada sabato un brutto cliente, un bestio english molto forte anche di BJJ. Io spero che le mie brevissime istruzioni sul lavoro al suolo siano quanto basta. In piedi lo devi tenere, Matt, e sfondarlo di vergate nei denti.

Forza Matteo, distruggi il perfido albionico, riporta l'alloro in terra italica, là dove gli compete.


lunedì, ottobre 22, 2007


EFFICACIA IN TARDA ETA'
Ecco un video che mostra come vetusti esponenti di misteriose arti marziali orientali (NB:arti segrete) impieghino sofisticate ed esoteriche tecniche in combattimenti da strada.
Attenzione: sono impiegate anche armi!

INTERNET E LA FINE DEGLI STILI NELLE AM
Ho spiegato molte volte su questo Blog che la mia fissazione per le arti marziali mi ha condotto a provarne tantissime, studiarne parecchie e occhieggiarne un'infinità. Mi ritengo un esperto, non uno forte e bravo, ma esperto quello sì.
Negli anni ho avuto la ventura di parlare, litigare o combattere con praticanti anche famosissimi di quasi tutte le AM del mondo, ho preso parte a competizioni e preparato atleti che le hanno vinte, ho discusso di raffinatezze teologiche taoiste con maestri cinesi e fatto duri allenamenti in varie parti del pianeta (dal regno del Siam alle spiagge di Rio). Tuttora studio con insegnanti professionisti e lotto con atleti sempre professionisti, e ringrazio il Cielo di cotanta fortuna.
L'argomento che voglio approfondire oggi è il significato di "stile" e la differenza che intercorre tra questo termine e "metodo". Gli stili sono morti, finiti, i metodi invece fioriscono, pescando a piene mani anche tra gli stili.
Schema:
Il cadavere: gli stili
Il colpevole: internet e il progresso tecnologico in genere
Il sopravvissuto: il metodo
C'era una volta un villaggio cinese(o giapponese, o malese ..), sperduto sulle montagne dell'Hebei.
Famiglie di agricoltori analfabeti, tutti imparentati tra di loro, seguivano l'eterno ritmo delle stagioni. Il duro lavoro veniva temperato dalle arcaiche festività volte a propiziare la fertilità, e da pratiche marziali intese sia come collante intergenerazionale sia come metodo di difesa del villaggio stesso.
In questa quiete agropastorale le novità, come l'arrivo di un forestiero o il passaggio di carovane, potevano tenere eccitati i villici per settimane. L'analfabetismo della gente li obbligava al totale ossequio nei confronti dei dotti e li costringeva nel fantastico affabulare in corbellerie su stregoni, diavoli e roba del genere.
Le comunicazioni tra le farzioni del vilaggio erano un problema, quelle coi villaggi vicini affari da ore o giorni a doreso di mulo, il capoluogo della regione spesso non veniva nemmeno visto in una vita intera.
In un contesto di questo tipo la ristettezza culturale era la regola, la segretezza figlia dell'ignoranza la norma. Persone prive di punti di riferimento creavano circoli' marziali' chiusissimi, non era possibile in contrario. Nasceva lo stile del villaggio Xunbin contrapposto a quello del vilaggio Furbìn, quello del Pellicano vs. quello della Salamandra.
C'è da tenere presente che la mancanza di protezioni adeguate impediva un qualnque sparring decente, e che anche rinomate istituzioni tipo templi o simili affogavano nell'isolamento più totale, isolamento che crea la degenerazione in qualunque ambito.
Passiamo ai giorni nostri. Figli come siamo di auto e aereoplano, percorriamo centinaia di km in poche ore e in vita nostra tocchiamo le più disparate nazioni del pianeta. Il Mondo si è ristretto, parliamo almeno 2 lingue e abbracciamo con la mente dozzine di arti marziali che i vecchi cinesotti&c. manco si sognavano. Abbiamo a disposizione materiali evoluti per guantoni etc e c'interfacciamo con un pianeta di miliardi di persone.
Lo stile, inteso come un unicuum intoccabile "perché si" non esiste più. Qualunque persona del ns. tempo, anche non praticante, può accedere a tantissima pubblicistica specializzata e fare paragoni. La mancanza di paragoni, ricordiamolo, cioè l'ignoranza derivata dai tempi, fu la levatrice degli stili, non dimentichiamolo mai.
Nei bei tempi andati i mebri del villaggio, seduti a sarchiare il frumento, cantavano le lodi del fortissimo probisavolo di 1 m. e 50 che spaccava le corna agli gnu ed era invincibile, noi in 10 minuti scarichiamo dalla Rete 2000 incontri tra professionisti e li vediamo tutti fortissimi ma vincibili. Nella pace della domenica asiatica i venerabili illetterati discettavano di Chi e antichi metodi che un errante confuciano decine di anni prima aveva illustrato in una sua visita, noi pigliamo il motorino e in libreria accediamo a qualuqne testo di anatomia e fisologia con tanto di CD accluso. Accanto al focolare i giovani cafoni dagli occhi a mandorla venivano legati alle responsabilità della vita adulta tramite affascinanti inziazioni, noi studiamo fino alla Laurea ed oltre le scienze prodotte dall'umanità.
I tempi attuale consentono di mantenere pratiche, stimoli e artifizi dei vari stili ed enuclearli, creando dei metodi. La scienza moderna, oramai diffusa ovunque, si basa su osservazione e sperimentazione, gli stili no, ed è per questo che nel mondo moderno non hanno più parte.
I professionisti del combattimento possono strutturare la loro opera basandosi su studi di scienza dello sport, nutrizione, biochimica, fisica dei solidi e quant'altro, nonché su empirìa (pratica) tramite statistiche affidabili di miliardi di gare fatte ogni anno in tutto l'orbe terracqueo. Se è vero che l'essere umano avrà sempre la tendenza a rivolgersi a santoni, pseudomaestri spirtuali e imbonitori della peggior pasta ciò non toglie che la totale incultura del passato sia defunta e che oggi qualunque ragazzino di 13 anni si può fare una googlata e in due minuti verificare attendibilità di affermazioni su curriculum, vittorie presunte e via discorrendo.
Gli STILI sono morti, la pedissequa imitazione di un "maestro" padre padrone è MORTA.
Il mondo della tecnologia ha ucciso gli stili che morendo danno spazio ai metodi, ai quali non vi è limite. Scuole differenti si confrontreranno eternamente sui metodi, e su interent tutti all'unisono verificheranno la bontà di tali metodi.
Riassumo la cronologia degli eventi.
  • Pre-UFC: èra degli stili.
  • Novembre 1993, nasce l'UFC; viene visto in tutto il mondo l'evento che rappresenta la prova delle affermazioni in campo marziale.
  • Sviluppo delle MMA, meta-metodo che permette il confronto di tutti i sistemi e 'stili', alla ricerca della verifica di ciò che avviene davvero in combattimento posti davanti l'uno all'altro due uomini di corporatura ed esperienza simili.

Diffusione di internet e diffusione delle MMA vanno di pari passo, alla creazione dell'UFC ancora pochi erano gli utenti nel mondo, concentrati soprattutto negli USA, ma con la progeressiva digitalizzazione della società e con l'arrivo delle masse sulla Rete il fenomeno espolde.

  • Nascono i siti che trasemttono video in streaming quali Youtube e si mette la parola fine ai vari 'stili'. L'osservazione anche superficiale di poche decine di incontri e la lettura dei report dai vari siti permettono di verificare quali siano le metodiche funzionanti e quali invece no, quali siano le arti veramente marziali da quelle 'stilistiche' e cioè inefficaci in combattimento.

Sul perché e sul percome le arti stilistiche pure siano inutili in combattimento o quasi è stato ampiamente illustrato su questo Blog e altrove. Qui oggi si invece spiegato donde queste così differenti e astruse scuole marziali avessero avuta origine, e come mai oggi siano fortunatamente superate in modo definitvo nella loro separazione e assolutezza.

Alla obiezione di chi mi domanda sul perché della sopravvivenza di dozzine di stili e anzi con la nascita dei più ridicoli sistemi collage, io rispondo che la morte di qualcuno lascia sempre un cadavere. Puzzolente e ingombrante per lungo tempo. Amen.

venerdì, ottobre 19, 2007


UOMINI SENZA PAURA: ANDERSON SILVA
Il campione dei Medi dell'UFC può essere preso come esempio di quali doti sviluppi un vero combattente.
Spider-Man Silva ha votato la sua vita allo scontro lottatorio, e come la maggior parte dei suoi conterranei di successo ha dovuto affrontare solo luoghi estranei, visto che la mancanza di borse costringe gli atlleti di Vale Tudo brasiliani a cercare fortuna per forza all'estero.
Questo incredibile picchiatore ha vinto sempre lontano dalla sua Curitiba, a cominciare dal titolo strappato all'invitto Hayato Sakurai nel di lui Giappone.
Poi spossesò l'idolo britannico Lee Murray della sua corona al Cage Rage di Londra.
Adesso Anderson viene mandato nel catino infuocato di Cincinnati a difendere il suo titolo dall'indigeno Rich Franklin che tenta la rivincita, ma Spiderman non trema, è pronto a tutto. Domani è solo un ennesima battaglia in territorio ostile per Andy.
Questi ragazzi mi fanno commuovere, onore e gloria a chi è in grado di offrire simili esempi di valore e detrminazione.