martedì, marzo 02, 2010


ARTI DA COMBATTIMENTO ED ESERCIZIO
DELLA AUTO-SOVRANITA' INTERIORE


Da tempo utilizzo questo spazio bloggoso al fine di propagandare una corretta informazione e sul BJJ e sulle arti sorelle, cioè quelle realistiche non-manipolatorie del praticante.


L'Arte NON è sport, arte NON è passatempo e nemmeno un laborioso metodo di procacciarsi quattrini combattendo, cioè NON è soltanto queste cose. Per ARTE s'intende un metodo radicato e provato d'indurre cambiamenti positivi nel praticante, un sistema che ci dà risultati permanenti nella trasformazione di sé.

In un certo senso anche le arti-truffa danno risultati indelebili, ma negativi però, e quindi non rientrano nell'ambito dell'articolo, che io qui mi riferisco a storie di successo soltanto.

La trattazione di questo tema sconfina nell'incolmabile, ci potrei stare molte decine di anni sopra e non avrei che grattato la superficie, si finisce nella missione impossibile quando si desidera illuminarsi su tematiche universali, meglio dirlo subito. Con buona pace della verbosità che mi è caratteristica, cercherò di essere sintetico.

Le nobili Arti Marziali Reali possono dare una bussola interiore a chi ne capisca l'uso. Se si identifica dall'inizio il grande valore evolutivo che esse possono avere, si evita poi di scambiarle per quelle loro sottomodalità (sport etc.) di cui sopra. Insomma, si deve capire di avere per le mani uno strumento potentissimo tramite il quale migliorare il senso lato la nostra esistenza umana.

Una volta preso coscienza di ciò, il passo successivo naturalmente quello di trattare la nostra pratica con riverenza e cura sconosciute ai giochi sportivi e dilettevoli di vario tipo. Una cosa che spesso dico in accademia è infatti di considerare il saluto inziale il "Pronti Via!" di una dimensione spazio-temporale alternativa, un momento DIVERSO e qualitativo della nostra giornata dentro cui 'nasconderci' e dedicarci solo a noi stessi. Affrontare la seduta di allenamento come un rito sacro, per intenderci.

Il prestare attenzione, il 'sentire' che tanto raccomando nella lotta diventa indispensabile. Solo stando attenti a quello che avviene dentro noi stessi, ai tumulti e alle passioni dell'Ego che vuole prenderci la mano, stando morbidi e responsivi cioè, si ha l'opportunità di non scadere nella classica gara di forza col partner e con la nostra persona. Una volta che il JU prende il sopravvento sul GO [duro] nel corpo, vi è subito relazione proporzionale nell'animo, e viceversa.

Conosco diversi professionisti del combattimento disarmato che, seppur bravissimi, sono "tutto-GO" e che infatti a un certo punto incocciano un muro nella loro pratica. Si dedicano solo a un aspetto minore e temporaneo della pratica con tutto loro stessi e quindi, terminato o esaurito quel momento personale, non ottengono più benefici e smettono, spesso con amarezza, di allenarsi. Ripeto: per capirsi bisogna ascoltarsi, e apparirà ovvio che ciò è impossibile se dentro me stesso urlo a tutto spiano "Gara!Gara!" o "Soldi!" tacitando altre vocine più soavi ma importanti.

Avendo compreso questo punto, e rivalutando perciò il nostro stile palestricolo ben più in alto e dandogli modo di aiutarci nel nostro autoperfezionamento, le cose cominceranno a girare in maniera diversa in tutta la quotidianità. La coscienza di aver avuto Fortuna, di aver tra le mani un gioiello di incommensurabile valore che sarà per sempre con noi, ci cambia. Come un rotore che acquista momento e spin sempre più velocemente, in noi si attiveranno forze interiori (a volte senza che ce ne rendiamo conto, perché siamo distratti) le quali automaticamente ci renderanno più forti nella disgrazia, meno piagnucolosi e ridicoli nella mala sorte, più magnetici e capaci di attivamente aiutare il prossimo meritevole.

Il costante affrontare e demolire del sentimento della Paura, il più forte che esista, dona al praticante di AMR un'energia la quale gli consente -sempre che stia presente a se stesso- di vivere la comune quotidianità in maniera differente dal profano. Veri combattenti li si riconosce non perché siano dei Superman alla vaccinara ma bensì perchè pigliano la vita un po'diversamente dai borghesucci. Ridimensionando a ogni piè sospinto il proprio Ego infatti i veri artisti marziali diventano più lievi ed amabili, si prendono meno sul serio e di lì acquistano una forza d'animo impressionante. Sono quelle persone che tutti vorrebbero avere accanto nella battaglia, quegli ambìti amici che ti parino il culo nei marosi della vita, e sono così perché hanno compreso il valore dell'Arte di cosa essa insegna.

Come si trova spesso enunciato in testi antichi, in opere di epoche in cui si combatteva sul serio da mane a sera e certo non mancava il confronto realistico ma all'ultimo sangue, l'Arte Marziale (reale) è un metodo alchemico di trasformazione, un sistema per rendersi più forti nel corpo, anima e spirto, più lucidi e meno influenzabili dalle irregolarità del campare su questa Terra. Questo viaggio di personale palingenesi richiede serietà e dedizione, ha necessita di ricevere l'attenzione e l'importanza che merita, o altrimenti non produrrà che prematuro abbandono o soli risultati settoriali, inferiori (sportivi, estetici etc.).

Il mio punto di vista è il medesimo di tutti i grandi guerrieri e guide che sono esistiti: sia da considerare migliore chi si automigliora. Si automigliora chi si riconosce con i propri limiti e -invece di aderire a sétte che lo facciano sentire infallibile con la loro pesudo autorità di cartone- e s'indaffara per ampliarli. Non c'è però aumento del dominio sulla propria vita se prima non arriva l'auto-dominio, parziale che sia. Un artista è colui che produce qualcosa di grande e bello, e un artista marziale scolpisce la propria vita sforzandosi di essere sempre migliore in corpo, anima e spirito. Tutto ciò parte dalla signoria sulle proprie fissazioni e fisime: auto-sovranità interiore.

Alla fin della fiera: chi starà sveglio e s'impegnerà, capirà.

2 commenti:

Francesco Fonte ha detto...

Grazie.

kiarodiluna ha detto...

Magistrale spiegazione, caro Mario. La reale natura dell' uomo è essere Guerriero nella quotidiatità, che si arrivi a questo tramite le Arti Marziali o attraverso altre Arti Regie.
Post da incorniciare, Grazie.