venerdì, settembre 09, 2011



E IL GRAPPLER MISE KO LO STRIKER


Molte delle mie elucubrazioni prendono spunto da conversazioni tenute con persone amiche, gente del giro del Jiu Jitsu e delle MMA.

Proprio ieri sera si commentava con uno dei miei istruttori, Stefano"Tortello"Dabizzi, alcune delle sue recenti esperienze di allenamenti di MMA nell'Est Europa. Il pistoiese era un po' stupito di come certi agonisti da lui incontrati gli rendessero molto più agile il prendere loro la schiena che la maggior parte delle bianche di BJJ. Oh, una considerazione di una certa ovvietà, mi direte voi: se ci sono i colpi le cosine cambiano.

Eh...ovvio fino a un certo punto, vossignori!

Voi che siete edotti e seguite di fino le MMA sì che lo sapete, ma guardate che là fuori nel vasto mondo tutti gli esperti di percussioni sono convinti del contrario, che si dai, va bene la lotta, ma che alla fine ci piglierebbero a papagni nel muso e che portarli a terra, a loro, sarebbe diciamo quasi impossibile. Io fui striker e lo so come si ragiona "fuori", e inoltre giro le palestre da anni e questa teoria del "lo sprawl manco so dove sta di casa ma ti tengo lontano coi calci e pugni" devo smontarla quasi a ogni dimostrazione.

Quando il nandrocubo Randleman incontrò Cro Cop all'interno del celeberrimo ring del Pride, quanti di noi avrebbero scommesso su un Ko messo a segno dal liberista afroamericano? Nessuno vero? Tantomeno il croato arrogante, credetemi. 

Poi vai a guardare un po' di statistiche e noti che di episodi del genere ce ne sono molti, vuoi per la necessità dei grappler di tirare sempre più in piedi forzati dallo showbusiness, vuoi per la grande forza esplosiva canalizzabile dai lottatori (specie nelle tecniche circolari) a causa della loro spaventosa ppreparazione fisica in specie nel core, come m'insegna il maestro Stefano"Raspa"Raspadori; vuoi quel che vuoi: succede spesso anzi che no.

Il caso opposto è davvero iper-raro, di abili sottomissioni messe a segno da striker con blasonato pedigree su esperti grappler non me ne vengono in mente, black out al momento. Ce ne saranno sicuramente ma ora non me ne salta alla memoria nessuna.

Qual'è il punto? 

Fatto sta che ridendo e scherzando gli atleti di provenienza dal Wrestling e dal Brazilian Jiu Jitsu si levano abbastanza spesso la soddisfazione di ammaccare temuti kickboxer e simili. E' mia opinione (certo mica solo mia) che la paura di essere trascinati al suolo rende incerti sulle gambe e poco efficaci nei colpi anche cecchini di chiara fama, e viceversa. L'improntitudine regalata dalla sicurezza nel proprio superiore tenere il ring emancipa i lottatori e gli regala sprazzi di gloria davvero insperati a priori.

Anche al sottoscritto è capitato di fare un po' di sparring misto e di aver bene stampato in mente che è agevole proiettare a ripetizione lo striker puro e vederlo inibirsi per il resto dell'esercitazione, timorosissimo di una strategia a cui non sa opporre nulla, mentre anche il mio modesto arsenale in piedi da ex amatore scarso è sufficiente a darmi il LA per chiudere la distanza e mettermi in sicurezza.

Ben diversa è la musica che suona quando s'incontra un sarcigno greco romanista o judoka vecchia scuola etc, uno che per proiettarlo si fa notte. Quel tipo di avversario, anche se magari alle prime armi con i colpi, è un mal di testa ambulante e spesso t'infila tante castagne da fartela venire fisicamente l'emicrania. La risorsa dello stanco jitsuka allora diventa il "chiamare guardia", il trascinare l'opponente dove noi siamo avvantaggiati, ma farlo nun è 'na passeggiata de salute, le botte si rimediano eccome. 

Ritorna fuori la mia (ma non solo mia) teoria che l'essere umano sia un grappler naturale, che l'afferrare, proiettare e poi sconfiggere il nemico al suolo sia iscritto nel suo DNA come patrimonio combattivo della specie Homo Sapiens, e che -per restare in ambito sportivo- la miniera più redditizia nel produrre gemme di campioni intermodali sarà sempre nelle due specialità della Lotta Olimpica e del BJJ.

Inoltre lottare è divertente e fa godere parecchio. A mio (ma non solo mio) modo di vedere, di questi tempi ogni seria associazione di SdC dovrebbe introdurre i suoi atleti alla lotta in piedi e di sottomissione, anche quelli che non sono interessati alle MMA. Lottare fa bene, e fa crescere interiormente ogni appassionato di combattimento.



5 commenti:

Giulio Candiloro ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Giulio Candiloro ha detto...

Overeem che sottomette Belfort...

Concordo in tutto.
In merito al discorso dei wrestler lo strikeforce di questa notte ne è testimonianza.

p.s.
Nandrocubo!!!! definizione spettacolare... posso fregartela?

Mario Puccioni ha detto...

Ciao Giulio,
grazi della segnalazione, ottima&storica ghigliottina per Bombereem sul brazil.

Si, certo, ruba ruba..!

Anonimo ha detto...

L'altro ieri è accaduta la stessa cosa.
Il lottatore molto quotato Daniel Cormier (medaglia mondiale e olimpica di lotta libera) ha sconfitto per ko tecnico di pugni Antonio Silva che è uno striker (cintura nera in Karate e praticante di Muay Thai).

Lorenzo Ostano ha detto...

Beh oramai è difficile fare esempi del tipo Randleman-CroCop vista la "prassificazione" del cross-training.
Infatti Belfort viene sì dal bjj ma predilige lo striking ad ora.
Così come Silva che è nera di bjj.

Un esempio può essere proprio Cro Cop vs Randlemann 2 dove Mirko ghigliottinò il biondo negro. Si può obbiettare però sulle abilità di Kevin nella submission.

Comunque condivido pienamente la tesi dell'articolo.