mercoledì, aprile 21, 2010



MA IL JIU-JITSU E' UNA RELIGIONE?



Affermazione pesantissima, per quasi tutti paradossale. La maggior parte di voi mi riterrà addirittura rincitrullito al solo porre la questione.

Sarei anche disposto ad ascoltare e considerare certe obiezioni, a patto però che chi me le fa sappia cosa vuol dire davvero la parola religione.

Vi stoppo subito. Come molti altri termini latini, anche questo ha subito una deriva semantica e un imbarbarimento col passare del tempo. Per la maggior parte della gente, religione vuol dire un mix di spiritualità, cerimonie con incenso in chiesa e preghierine alla madonnina buonina..

Errore.

RELIGIO (pron: re-li-gh-i-o) vuol dire 'riconnessione' da religare, in sancrito YUG da cui Yo-ga. Lo Yoga una religione dunque?? Riconnettersi al Principio eterno, riconnettersi alla propria natura (nel ns. caso di guerriero) che del Principio è frazione non-divisa, questo vuol dire davvero religione.

Dicesi davvero religione NON la supina e robotica appartenenza a una sétta, coll'automatico partecipare a certune cerimonie e sposare la sottomissione a una casta pretesca e alle di lei fisime, bensì il contrario esatto. Riconnettersi a eterne verità, a principi non suscettibili di transmutarsi nel tempo, all' atemporale ricerca del Vero, che è ovunque e in ognuno e non conosce né padroni/concessionari in esclusiva (papi,imam,rabbini) né schiavi ('fedeli')

Religione come concetto PUO' implicare particolari convinzioni sulla natura del Divino e sull'oltretomba, ma NON per forza, attenzione attenzione! Quel che conta è concepire la possibilità di grandezze superiori ai meschini umanoidi, a forza cosmiche inerenti però anche a noi stessi e che permeano la Realtà, e darsi dunque da fare in ogni modo per auto-migliorarsi al fine di assomigliare all'eterno Bene, all'eterno Vero, all'eterno Giusto, quale che sia la sua traduzione nella contingenza di una cultura piuttosto che di un'altra.

Nelle scherzose affermazioni di tanti amici praticanti, che sul loro profilo Facebook scrivono "Orientamento religioso: Jiu-Jitsu" c'è nascosta una verità profondissima. Infatti se del Jiu-Jitsu o consimili arti reali si sposa la natura integrale, e non soltanto quindi un aspetto transitorio e parziale come l'agonismo o la "difesa personale", si va incontro a sofisticatissimi metodi per l'autoperfezionamento umano, per l'elevazione psico-fisico-spirituale. Insomma, per farla breve, ancora una volta: NON è solo sport, NON è solo metodo di cultura del corpo etc, è un turbocompressore per la palingenesi individuale del praticante.

Le arti da combattimento reali servono a "svegliare" l'adepto, è questo il succo del discorso. Come ogni altro Do (Via) funzionano solo&soltanto se la persona ci si dedica e ha Fides, altrimenti no. Sono il frutto delle genialità e sperimentazioni durate millenni da parte di caste guerriere, non cadono dal cielo. Riconnettersi alle proprie radici è del tutto indispensabile per capire se stessi, ma per farlo si deve passare attraverso l'ascesi della materassina/ring. Tocca cioè spersonalizzare la pratica e astrarla dalle considerazioni temporanee quali fama, soldi etc. e concepirla come un sacrificio sacro a se stessi. Nel tempo - e solo nel tempo- leggerissimi cambiamenti si sovrapporranno l'uno sull'altro nell'atleta, e posto che costui ci faccia attenzione, porterranno inevitabilmente a un miglioramento e del carattere e dell'attitudine generale della persona in oggetto.

Le AMR sono un dono divino all'umanità, giunte sino a noi in quest'epoca di estrema decadenza della civiltà tramite il sacrificio di generazioni di combattenti. Tocca a noi riconnettersi alle nostre radici e tramandare a quelle venture il lascito inestimabile del Dio MARTE.

Vi sembro enfatico, esagerato?

Pace, ognuno ha diritto alle sue idee, persino Mario! Vi invito però a non cacciare subito questo articoletto nel dimenticatoio e invece darmi il beneficio del dubbio. Come per ogni altra esperienza della vita, anche quella della trasformazione di sé su base marziale, NON è trasmissibile con le parole, va provata sulla pelle e basta. Se volete veri-ficare quanto io qui vado affermando, non potete che imbracciare guantoni e/o kimono e sperimentare con la dovuta attitudine, non c'è scampo.

Io non dico che PER FORZA di debba fare del Jiu-Jitsu et similia la propria religione, ci mancherebbe. Dico solo che PUO' esserlo ma nel significato profondo e originale del termine. Che praticare un'AMR con il dovuto trasporto e rispetto PUO' dare dei risultati interiori elevatissimi e sconosciuti alle cd. religioni moderne o meglio sétte (alcune marziali), intese a demolire la psiche dell'adepto e a farne una mucca da mungere e basta.

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Da una visione molto intrinseca e del tutto nuova dell'arte in questioni e simili. Da elaborare ma davvero profondo.
Grazie

Max The P.

eraclix ha detto...

bella scoperta il tuo blog. Post azzeccato e molto profondo..

kiarodiluna ha detto...

Magistrale!